Nebrodi: nuove rivelazioni sull'omicidio Craxi Ci sono nuove rivelazioni sull’omicidio di Armando Craxi, l’uomo di spicco del clan Bontempo Scavo, assassinato la mattina del 13 settembre del 1990 lungo la provinciale che collega Tortorici a Rocca di Capri Leone.
A dare una nuova chiave di lettura al delitto, che rappresentò uno dei momenti più cruenti della guerra di mafia sui Nebrodi, è il pentito palermitano Francesco Franzese, considerato picciotto di spicco del capomafia Salvatore Lo Piccolo.
Un verbale con le dichiarazioni del collaboratore di giustizia è stato acquisito ieri pomeriggio dai giudici della corte d’appello di Messina nel corso dell’udienza sul maxi processo Mare Nostrum che vede alla sbarra 133 imputati.
Per l’omicidio Craxi, Franzese venne condannato all’ergastolo sulla base delle rivelazioni del boss pentito Orlando Galati Giordano il quale raccontò che Craxi si era reso responsabile di aver caldeggiato l’uccisione di Calogero Mancuso, avvenuta al rocca il 6 agosto del ’90, proprio per lanciare un segnale ai Galati Giordano. Franzese, insieme all’altro boss palermitano Domenico Spica (raccontò u’ Ssuntu) fu messo a disposizione dei Galati direttamente dai padrini palermitani.
Il verbale di Franzese, pieno di omissis, spiega invece che il nuovo collaboratore di giustizia palermitano non partecipò all’agguato, indicando nuovi responsabili del delitto.
20 / 12 / 2008
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