Museo Pasqualino: delitto pubblico abbandonarlo La Regione non può abbandonare il museo Pasqualino, sarebbe un delitto pubblico. Questa è la posizione di un gruppo di intellettuali fra cui Umberto Eco, Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Vincenzo Consolo, Giuseppe Tornatore e Gioacchino Lanza Tomasi che definiscono un delitto la decisione del governo Lombardo di azzerare, nel nuovo testo di previsione del bilancio, il finanziamento in favore del Museo delle marionette Antonio Pasqualino.
"Laddove la previsione di bilancio istruita dalla giunta regionale venisse concretamente adottata - scrivono in un appello pubblico - una delle istituzioni più illustri e internazionalmente note, certamente una delle più rappresentative e legate all'identità culturale siciliana, sarebbe costretta a chiudere definitivamente i battenti”.
Il museo è nato 40 anni fa grazie al patrimonio raccolto da uno dei più grandi studiosi dell’immaginario cavalleresco, legato ai pupi siciliani, l’antropologo Antonio Pasqualino di cui il museo porta il nome e dalla moglie Janne Vibaek che oggi è la presidente del museo. Il museo conta 4 mila esemplari tra pupi, marionette e ombre provenienti da tutto il mondo e anche dei pezzi legati alla creazione artistica contemporanea, come quelli inventati e realizzati da Guttuso e Kantor.
Chiara Ferraù
15 / 10 / 2008
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