Monreale (Pa): maxi sequestro di beni per 100 milioni di euro
Agli eredi dell’imprenditore Salvatore Buttita non interessava vincere il superenalotto supermilionario che è stato vinto a Catania qualche settimana fa. Il jackpot, infatti, ammontava a 100 milioni di euro, tanto quanto vale il loro patrimonio complessivo. Patrimonio che, però, non si potranno più godere per il momento. I carabinieri del gruppo di Monreale gli hanno sequestrato immobili, appezzamenti di terreno e diversi altri beni. Buttitta era ritenuto un prestanome del boss Provenzano. Il provvedimento è stato firmato dai giudici del tribunale di Palermo, sezione misure di prevenzione, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, e riguarda beni intestati a cinque persone che sono i legittimi eredi di Buttitta.
AI beni sequestrati è stata applicata la nuova norma del pacchetto sicurezza che prevede che le misure di prevenzione patrimoniale possano essere applicate anche in caso di morte del soggetto proposto. E oggi è stata applicata per una delle prime volte. Salvatore Buttitta, infatti, era morto lo scorso agosto, è stato un imprenditore accusato di essere molti vicino a Cosa Nostra. Da questa accusa era stato assolto. Ma di lui avevano parlato i pentiti, indicandolo come prestanome del boss Provenzano. L’imprenditore era titolare di cave ed era anche il fornitore principale di materiale da costruzione per le imprese edili della sua zona. Secondo l’accusa proprio le sue cave sarebbero state utilizzate come punti d’incontro fra esponenti di rilievo di Cosa nostra, anche latitanti. I beni sequestrati questa mattina sono intestati alla moglie, Giuseppe Avorio, ai figli Francesco, Gaetano, Giuseppe e Laura. Sotto sequestro sono finiti 214 appezzamenti di terreno, 33 immobili a Palermo, Bagheria, Altofonte, Altavilla Milicia, Polizzi Generosa, Santa Cristina Gela, Belmonte Mezzagno, Santa Flavia e Termini Imerese.
portale di Maria Chiara Ferraù (EDSIC)
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