Misilmeri (Pa): Costringeva la figlia a prostituirsi per ubriacarsi
La faceva prostituire e poi con i soldi che lei gli portava andava ad ubriacarsi. Protagonisti della sporca vicenda è un uomo di 56 anni di Misilmeri che faceva prostituire la figlia appena tredicenne. Erano tre anni che l’uomo costringeva la figlia a svolgere il mestiere più antico del mondo. Tre anni di orrore scoperti dalla Polizia che ha arrestato l’uomo.
Secondo l’accusa il padre avrebbe fatto prostituire la figlia con giovani e anziani in un casolare nelle campagne di Misilmeri, il paese dove vive l’intera famiglia della vittima.
La sordida vicenda viene a galla nel 2006 quando al tribunale dei minori arriva un’ampia relazione stilata dagli assistenti sociali che periodicamente vanno a trovare una famiglia di Misilmeri. Padre, madre e due ragazzine che non conoscono nemmeno la parola scuola. Le due bambine vengono ricoverate in due diverse comunità di recupero,lontane dai genitori. E proprio qui una delle due, lentamente, decide di raccontare la sua terribile storia ad una delle assistenti sociali che le fanno compagnia tutto il giorno.
Il racconto della ragazzina è raccapricciante. A tredici anni conosce un ragazzo più grande di lei di quattro anni e sembra che i due si piacciano. Ma è tutto un bluff organizzato dal ragazzo. Il giovane, infatti, un giorno la porta in un casolare abbandonato in campagna dove ad attendere la ragazza ci sono alcuni uomini. Inizia così per lei una tortura fisica e psicologica che dura anni. Ogni giorno la ragazzina è costretta ad avere rapporti sessuali con persone diverse. Sono in molti a conoscere la situazione ma in paese regna l’omertà. Un giorno anche il padre della giovane viene a conoscenza della situazione ed è proprio in quel momento che la tredicenne vede uno spiraglio di salvezza. E invece l’uomo non denuncia la situazione, ma decide di sfruttarla a proprio vantaggio. È addirittura lui stesso che accompagna la figlia nel casolare costringendola ad avere rapporti sessuali a pagamento. La giovane porta i soldi a casa e lui li intasca per andarli a spendere in una taverna. E se la figlia si ribella l’uomo non esita di picchiarla. L’unica alleata della ragazza è la sorella che spesso assiste ai rapporti sessuali (è sempre il padre a costringerla) ma non può fare molto per denunciare la triste vicenda.
Persino la madre sa tutto, ma ogni volta che minaccia di raccontare tutto alla polizia o ai carabinieri viene riempita di botte dal marito. La salvezza delle due sorelle arriverà con l’arrivo delle due assistenti sociali.
23 / 01 / 2008
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