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Milazzo (Me): progetti avvenieristici, ma senza razionalitą secondo il Wwf


L’amministrazione comunale di Milazzo ha presentato a Palazzo D’Amico una serie di progetti avveniristici ma privi di qualsiasi razionalità nel contesto urbanistico locale e assolutamente incongrui rispetto alle esigenze di sviluppo dell’intero comprensorio. “Incontestabile il mero esercizio intellettuale profuso dagli esperti dell’Università di Westminster – scrive Giuseppe Falliti, referente regionale Wwf delle aree a rischio – ma ai limiti dell’eresia quanto dichiarato da Italiano a supporto delle necessità delle opere in questione. Solo fumi elettorali, ben più densi di quelli profusi dalle locali industrie”.
“In fondo ai cassetti della scrivania del sindaco di Milazzo giace, addirittura dal Marzo 2006, - continua Falliti – l’elaborato del PRG del Porto di Milazzo. I Cittadini, non essendo stati finora messi nelle condizioni di valutare il progetto del PRG per dare, quindi, le necessarie forme di indirizzo, non possono che valutare in maniera parziale e scollegata un progetto di trasformazione e devastazione della Marina Garibaldi. Il sindaco ha dichiarato esserci un “protocollo d’intesa” con l’Autorità portuale ma non ha, appunto, citato la presenza del PRG del Porto che, se fosse stato presentato, valutato ed approvato non avrebbe consentito e favorito lo sviluppo di porticcioli turistici “privati” al di fuori degli ampi spazi previsti proprio nel nuovo PRG del Porto. Gravissimo appare il contrasto tra la razionalità prevista nel nuovo spazio portuale (spazi per diportistica fino a 10 volte più grandi degli attuali, navi da crociera, zona commerciale, vie di accesso etc.) e la supposta “riqualificazione della Marina Garibaldi”. Logica vorrebbe che prima di pensare ad un’opera di riqualificazione della Marina si procedesse alla realizzazione del Porto stesso (opera incompiuta da decenni) con la previsione delle strutture essenziali. La Marina Garibaldi è un pezzo unico della storia e delle tradizioni milazzesi e, dopo aver proceduto al suo stravolgimento con porticcioli e campi boe, dopo aver praticamente distrutto la marineria locale, non è pensabile che se ne stravolga il significato con l’ennesima colata di cemento avulsa dal contesto sociale”.
“Ancora più incongruo sembra l’invidioso scimmiottamento di Taormina con la progettazione di una struttura funicolare di collegamento tra Tono e Borgo. Il progetto è l’ennesimo tentativo di speculazione sul Capo di Milazzo sul quale non cessano mai le mire di lobby politico-imprenditoriali. Nel corso degli anni ci hanno presentato una strada Capo-Tono con piloni più alti delle mura del Castello, Tunnel che scavano la montagna, Ascensori che sbucano nel castello di Federico II quando, invece, questa amministrazione non è stata capace di dare un Piano Particolareggiato al Tono, ha consentito che venisse definitivamente deturpata tutta la Riviera di Ponente con le infiltrazioni mafiose del PIOS, non ha posto in essere tutte quelle iniziative per la fruizione delle strutture sportive alternative al campo “Grotta Polifemo” (che dovrebbe scomparire per far posto a “parcheggi”). Ed ora che il Castello è stato restaurato come si potrebbe mai pensare di rovinarne la grande bellezza con la costruzione stridente di una cabinovia nei suoi pressi, con l’assurda motivazione delle ragioni addotte per giustificarne la presenza: l’intenso traffico veicolare notturno di 15 notti estive!!! Nessun turista in più può essere attratto da una funivia rispetto ad una migliore organizzazione del sistema veicolare: organizzazione dei parcheggi, bus elettrici, sistemazione delle vie pedonali (Via Porticella), riesumazione del Piano Urbano del Traffico (che fine ha fatto?). Per non parlare del mancato coinvolgimento dei professionisti locali. Italiano ha dichiarato che queste opere (inutili, aggiungiamo noi) servono per il “decoro” della Città, forse dimenticando che a Milazzo la spazzatura è per le strade da settimane e settimane! Allora che si progettino pista automobilistica e campo di volo per insegnare a fare la gimkana o a volare tra i sacchetti di rifiuti”.

15 / 03 / 2010



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