Milano: Riina alla sbarra Il 16 giugno del 2010 presso la corte d’assise di Milano si celebrerà il processo a carico del boss palermitano Totò Riina, accusato di un omicidio avvenuto nel 1987 a Liscate nel milanese. Il gup Giovanna Verga, infatti, ha rinviato il capo dei capi di Cosa nostra insieme ad altre due persone. Giovedì intanto altri 19 imputati saranno giudicati con il rito abbreviato. Tra loro anche il cognato di Riina, Leoluca Bagarella, per una serie di vecchi omicidi. Riina, secondo uanto ricostruito dalle indagini del pm della Dda di Milano, Marcello Musso, iniziate nel 2006, sarebbe stato il mandante dell’omicidio di Gaetano Carollo, avvenuto nel giugno del 1987. L’omicidio di Carollo, vicecapo di un mandamento di Palermo e trasferitosi a Milano, e quello di altri cinque mafiosi, tra cui Alfio trovato, sarebbero stati decisi dai vertici di Cosa nostra per eliminare gli elementi non più affidabili delle propaggini mafiose stanziate in Lombardia. Per questi ultimi cinque omicidi, avvenuti tra la fine degli anni Ottante e il maggio del 1992, il processo a carico di Bagarella, Giovanni Brusca, Piddu Madonia e altri, inizierà dunque giovedì. Gaetano Carollo, per il cui omicidio è stato, come detto, rinviato a giudizio Riina, era padre di Antonino Carollo, rimasto coinvolto in un traffico di stupefacenti e di episodi di corruzione a Milano, sgominato con l’operazione “Duomo connection”. L’inchiesta degli allora pubblici ministeri Ilda Bocassini e fabio napoleone era nata da un’intuizione di Giovanni Falcone, che aveva dato il via alle indagini. L’organizzazione riusciva a reinvestire i soldi del traffico degli stupefacenti in attività immobiliari anche attraverso la corruzione di pubblici amministratori e funzionari. Per i giudici di primo grado, che condannarono Carollo, questi era il capo dell’organizzazione e intratteneva rapporti con altre organizzazioni operanti a Milano e teneva relazioni dirette con esponenti di vertice dell’associazione mafiosa siciliana gestendo un vasto patrimonio ed importanti e diversificate iniziative economiche, avendo costituito il primo ed alimentato le seconde attraverso i ricavi dell’attività illecita.
23 / 02 / 2010
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