Messinambiente: Cgil, gestione chiara e trasparente La Cgil Messina punta il dito contro il sistema Ato /Messinambiente e torna chiedere regole chiare e trasparenti, attraverso la stesura del piano industriale.
“Ancora una volta il mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori si è giocato tutto sul rimpallo di responsabilità tra Messinambiente e Ato, mentre la città rischiava l’emergenza rifiuti- denuncia Lillo Oceano, segretario generale della Fp Cgil di Messina che punta il dito sulla inadeguatezza delle risorse assegnate alla Messinambiente-. Senza risorse Messinambiente, oltre alle difficoltà nel pagamento delle retribuzioni, non può nemmeno programmare la propria attività e naviga a vista con gravi conseguenze sul servizio: impossibile pianificare sistemi di raccolta differenziata, il ricorso a nuove tecnologie più attente a costi e all’ambiente, la manutenzione e ammodernamento del parco mezzi. In queste condizioni il servizio è appena sufficiente”.
La Fp Cgil chiede la convocazione urgente di un Tavolo per la stesura del Piano industriale per l’azienda. “Si deve stilare subito il Piano industriale che stabilisca regole chiare e trasparenti anche nella gestione dei servizi”. La Cgil lancia l’allarme sulle esternalizzazioni, consulenze e su ambigui annuncia di affidamento di servizi al volontariato e sui connessi rischi clientelari. “Chiediamo chiarezza sull’affidamento a società esterne dei servizi di competenza della società perché il rischio è non solo un aumento inutile e ed esponenziale dei costi ma anche quello di innescare meccanismi clientelari”.
Sulla vicenda interviene anche il segretario generale della Camera del lavoro di Messina, Franco Spanò che torna a chiedere un nuovo Piano regionale dei rifiuti. “ Dove è finito il Piano dei rifiuti prospettato dal presidente Lombardo ? La Cgil da anni chiede con insistenza che venga fatto ordine nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti perché è sotto gli occhi di tutti il fallimento del sistema degli Ato che oltre ad avere dilapidato risorse pubbliche, ha messo a rischio centinaia di posti di lavoro e ha anche innescato un meccanismo di rialzo di bollette e tariffe che si è scaricato sui cittadini. Mentre a Palermo sono impegnati in estenuanti mediazioni politiche,il sistema degli Ato esplode e la provincia di Messina rischia di ritrovarsi come Napoli”.
Maria Chiara Ferraù
22 / 01 / 2009
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