Messina: “Senza condivisione non c’è Natale” Un Natale se non viene condiviso non è un Natale vero. Questo il tema della lettera aperta scritta dalla consulta diocesana delle aggregazioni laicali che riportiamo integralmente. “L’Avvento è tempo da vivere con spirito di vigilanza, perseveranza e con sentimenti di speranza per la novità di vita che si compie in ognuno di noi. Tempo da spendere nella semplicità, nella gioia dell’attesa, in un clima di ascolto, in un’atmosfera di ricerca della sobrietà, stile di vita che deve condurre alla condivisione, valore comunitario che favorisce lo sviluppo sociale. Anche chi non è credente, ma è in ricerca può essere interessato a questa prospettiva di impegno: vivere con sobrietà! La condivisione non è solo quella dei beni materiali, ma anche di quelli morali e spirituali (tempo, ascolto, intelligenza, compagnia), in una parola è disponibilità a donare se stessi agli altri. La sobrietà riguarda anche la quantità dei beni che acquistiamo e consumiamo. Uno stile di vita più equilibrato si apprende sin dall’infanzia, grazie ad una educazione seria e costante a non sprecare le risorse. La sobrietà ci rende capaci di condivisione e ci spinge alla solidarietà. Nella società attuale prevalgono invece spesso la chiacchiera, le parole in libertà, la ricerca esasperata dell'apparenza fino all'esibizionismo più deteriore, l'ostentazione della ricchezza, l’esercizio spregiudicato del potere nei confronti dei più deboli. In politica, per esempio, è molto diffusa la pratica dell’ accumulo di cariche e l’occupazione di posti pubblici. Nella prospettiva di poter fare tante cose, il rischio concreto è di fare tutto male. Come Consulta diocesana delle aggregazioni laicali proponiamo una guida per riorientarsi. Nuovo rapporto con le persone: come tratto il prossimo? Aiuto i più bisognosi? Prendo a cuore il bene della comunità in cui vivo o mi preoccupo soltanto dei miei interessi personali? Compio i miei doveri civici? Pago le tasse? Sono giusto nel lavoro o bado solo al mio tornaconto personale? Sono assenteista? Rispetto i contratti? Nuovo rapporto con la natura e le cose: sono attento a non sprecare le risorse ambientali? Controllo il consumo di acqua, energia elettrica, benzina, etc? Rispetto la città? Ho padronanza dei miei desideri? (alimenti, abiti, cosmetici, giochi, divertimenti, regali etc). Nuovo rapporto con la mondialità: sono aperto ai problemi dell'umanità o vivo solo nel mio piccolo gruppo (familiare, interessi, etc) in maniera particolaristica e settaria? Sono consapevole che la conoscenza degli immigrati che incontro mi offre la possibilità di comprendere meglio i problemi mondiali e di entrare in contatto con altre culture?” 04 / 12 / 2011
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