Messina: sciopero ferrovie, la protesta raddoppia Dalle 21 di ieri sera sono in sciopero i ferrovieri siciliani che hanno incrociato le bracci a il servizio riprenderà alle 21 di oggi. A Messina la protesta raddoppia, con un sit in davanti al comune e poi davanti alla prefettura. Cgil e uil sono stati dal Prefetto per presentargli un dossier sui tagli effettuati da Trenitalia e spiegano che il sindaco Buzzanca non ha fatto nulla per impedire lo scioppo.
A Messina il taglio dei treni a lunga percorrenza comporterebbe la maggiore perdita di posti di lavoro, circa 2 mila.
Oggetto del dossier, presentato in oggi in prefettura e qualche giorno fa al presidente della Regione, Raffaele Lombardo sono le conseguenze sul trasporto e sull’economia dell’isola del taglio dei treni che oggi collegano direttamente Palermo o Siracusa con Roma, Venezia, Firenze. “Oltre alla gravissima perdita di posti di lavoro, le ripercussioni più gravi si avrebbero sull’economia. Non serve essere un grande economista per comprendere che senza mezzi di trasporto le aziende lasceranno la Sicilia mentre i prezzi dei voli che opereranno a quel punto in monopolio saliranno vertiginosamente – spiegano Pino Foti, segretario generale della Filt Cgil di Messina e Giuseppe Lotronto segretario generale della Uiltrasporti Messina – Cgil e Uil indirizzano una stoccata anche al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, colpevole di non avere fatto abbastanza per obbligare il Governo nazionale a garantire la continuità territoriale e spiegano perché hanno deciso di non incontrarlo questa mattina. Dopo l’incontro con Lombardo, il tavolo con Buzzanca è superato anche perché il nostro sindaco oltre a promesse e telefonate amicali ai suoi colleghi di partito, non ha fatto molto. Se fosse accaduto al nord che una scelta del Governo avesse causato un danno simile tra mobilità e occupazione, gli amministratori locali si sarebbero incatenati a Montecitorio. Buzzanca invece - osservano Foti e Lotronto- , anche stamattina ha continuato a rimandare tutto allennesimo incontro con Matteoli che, secondo i fatti, non si è prodigato molto né per lui e men che mai per noi, messinesi e siciliani tutti”.
I sindacati, inoltre, sottolineano la responsabilità del governo- azionista unico di FS- nella decisione di fermare i treni italiani in Calabria tagliando fuori la Sicilia dal sistema ferroviario italiano. “Al nord l’alta velocità e qui siamo tagliati fuori. Una scelta inaccettabile - concludono Foti e Lotronto – contro la quale serve una reazione forte a difesa dei nostri diritti”.
Maria Chiara Ferraù
28 / 09 / 2009
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Messina: sciopero ferrovie, la protesta raddoppia '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecodisicilia scrivere all'indirizzo email chiara.ferrau@libero.it
Link di approfondimento
Messina - sciopero - ferrovie - protesta - raddoppia - Link utili per approfondire il tema cronaca messina
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|