Messina: Santi medici e taumaturghi Questa mattina a Messina nel salone degli specchi, sede della provincia regionale di Messina, è stata presentata la mostra “Santi, medici e taumaturghi – testimonianze d’arte e di devozione in Sicilia”, organizzata in occasione dei cinquanta anni della villa Salus, dalla famiglia Barresi in collaborazione con la provincia. All’incontro erano presenti: il presidente della provincia, Nanni Ricevuto; il direttore responsabile della casa di cura Villa Salus, Antonio Barresi; il sovrintendente ai beni culturali, Salvatore Scuto e l’ideatore e organizzatore dell’evento, Saverio Pugliatti.
Per la prima volta sono stati raccolti dipinti, sculture, ex voto e materiali d’arte popolare, provenienti prevalentemente da chiese, monasteri e musei di tutta la Sicilia, che rivelano l’intenso rapporto che nel tempo ha saldato l’aspetto religioso e quello terapeutico.
La raccolta, ideata da Saverio Pugliatti e riconducibile all’attività della casa di cura della famiglia Barresi, permette di constatare come la devozione nei confronti dei Santi guaritori abbia attraversato secoli che vanno dal Cinquecento all’Ottocento. La rassegna, che sarà inaugurata dal presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, sarà ospitata dal 21 ottobre al 15 gennaio 2012 nelle sale del monte di pietà, messo a disposizione dal presidente della provincia di Messina, Nanni Ricevuto.
Il tema della mostra ha il valore di mostrare un aspetto inedito del passato ed è stata l’occasione per gli esperti di studiare sculture ed opere d’arte fino ad oggi relegate alla semplice funzione di intermediari religiosi ai quali riservare solo culto e preghiera.
L’evento è stato organizzato grazie alla collaborazione di Giampaolo Chillè, Stefania Lanuzza, Grazia Musolino, Teresa Pugliatti, Salvatore Scuto e Sergio Tedesco.
Tra le sculture selezionate una particolare citazione meritano quelle raffiguranti San Luca, San Vito e i Santi Cosma e Damiano: statue lignee del Cinquecento. I dipinti in mostra, oltre al pregio artistico che le connota, raccontano anche spezzoni di storia. Come il quadro di San Diego D’Alcalà, venerato soprattutto in Spagna e nel sud America, il cui culto nell’isola fu imposto dai dominatori spagnoli. O la tela di Giovan Battista Quagliata, già preziosa dal punto di vista artistico perché raffigura i due santi Cosma e Damiano mentre esercitano la loro professione. Tra le testimonianze delle arti decorative, degni di nota appaiono due paliotti in seta ricamata in oro, un pannello in maiolica del XVIII sec., un bicchiere d'avorio del XVI sec. ed una pinza d'argento utilizzata per dare la comunione a quanti venivano colpiti dalla peste.
Particolare cura e stata posta sicuramente all'allestimento, impostato sul principio che le opere risultino valorizzate per le loro caratteristiche estetiche e, contemporaneamente, non vengano private della funzione che fin qui hanno ricoperto.
Per non disperdere il prezioso lavoro degli studiosi l'esposizione è stata corredata da un volume d'arte le cui immagini risultano arricchite da accurate schede compilate da noti studiosi. La prefazione, redatta da don Giovanni Russo, ripercorre storicamente e teologicamente il rapporto da medicina e guarigione.
19 / 10 / 2011
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