Messina: rischio sismico e sicurezza edifici pubblici, la Cgil chiede risposte La sicurezza diventerà un problema da affrontare solo dopo la prima tragedia. Ne è convinto il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, che da mesi sollecita le amministrazioni locali a verificare la stabilità strutturale degli edifici pubblici di Messina e provincia, prime tra tutte le scuole e gli ospedali, e che oggi torna a cercare risposte. “Mentre apprendiamo che per rischio crolli è stato posto sotto sequestro l’ospedale di Agrigento, che una macchina è sprofondata in una voragine sulla Panoramica di Messina, fortunatamente senza conseguenze gravi, e mentre siamo ancora in attesa di conoscere il destino dell’ospedale Piemonte ritenuto anch’esso fortemente insicuro, sulle condizioni degli edifici pubblici della nostra zona ad elevatissimo rischio sismico tutto tace”, osserva Oceano segretario generale della Cgil di Messina.
“All’indomani dell’emozione suscitata dal terremoto de L’Aquila in molti ci siamo interrogati sulla sicurezza delle scuole dove vorremmo fossero al sicuro i nostri figli, a quella degli ospedali, degli edifici pubblici frequentati quotidianamente da centinaia di persone. Non solo non ci risulta siano stati adottati provvedimenti ma non abbiamo ricevuto nemmeno rassicurazioni. Le nostre amministrazioni non ritengono evidentemente necessario intervenire fino al dramma”
La Cgil di Messina torna quindi a sollecitare Provincia e Comuni, su tutti quello di Messina, ad intervenire sul problema sicurezza con alcune misure mirate:realizzare una mappatura provinciale degli edifici pubblici a rischio con priorità per scuole e ospedali; predisporre un piano di interventi secondo la gravità delle situazioni; procedere alla verifica caso per caso - e non a campione - delle attività legate all’edilizia per il rilascio delle autorizzazioni previste per legge.
“Per quanto il tempo smorzi l’effetto allarme scatenato dalle tragedie, per ultima proprio il terremoto d’Abruzzo, c’è la cronaca con i suoi casi quotidiani a ricordarci che il nostro è un territorio fortemente a rischio e non solo per le sue caratteristiche naturali, la sismicità, la conformazione orografica, ma anche per lo scempio edilizio che ha provocato danni gravissimi – osserva Oceano-. Oggi si deve quindi agire per garantire la sicurezza di tutti i cittadini e per farlo occorrono risorse che vanno intercettate attraverso la progettazione o chieste. Questo devono fare oggi i nostri amministratori perché dopo sarà troppo tardi”.
28 / 07 / 2009
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