Messina: niente fondi per gli alluvionati, gli studenti protestano Un corteo di studenti messinesi hanno sfilato stamattina per le vie della città per protestare contro il mancato arrivo di fondi per gli alluvionati e per la bocciatura dell’emendamento del capogruppo dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia, che era volto a destinare 100 milioni ai villaggi colpiti dal nubifragio. Intanto, un gruppo di quattordicenni alluvionati di Giampilieri che si trovano in un hotel cittadino, sentendosi dimenticati hanno scritto una lettera alle istituzioni nazionali e locali per denunciare il loro disagio. “Non devono essere dimenticate - scrivono - tutte le persone innocenti che hanno perso la vita a causa del mancato intervento delle autorità che dovevano provvedere alla messa in sicurezza della montagna dal 2007, anno in cui c’é stata la prima alluvione.
La causa di quello che è accaduto non è stata la costruzione abusiva di Giampileri, Altolia, Molino, Scaletta e Briga superiore che sono dei paesi storici. Abbiamo studiato come gli altri ragazzi della nostra età, l'unità d'Italia che sembra non avere più valore al giorno d'oggi, in quanto in questa situazione di calamità noi non siamo stati trattati come cittadini italiani, ma come siciliani e quindi di serie B. Chiediamo - scrivono ancora - di non essere abbandonati. Siamo stati colpiti dalle colate di fango, ma anche dal fango che alcuni media nazionali hanno creato dandoci degli abusivi e seminando discriminazione tra Nord e Sud”.
“Daremo un'altra settimana alle istituzioni per mettere a punto un programma adeguato per la messa in sicurezza della montagna e per far rientrare entro un mese o due le prime persone a Giampilieri, ma se questo non dovesse accadere bloccheremo la città, ora siamo veramente arrabbiati”. Lo afferma Giuseppe Oliva del Comitato Giampilieri, la frazione di Messina che ha subito più danni nell'alluvione dello scorso 1 ottobre. “Finora abbiamo atteso fiduciosi - dice Oliva - ma non abbiamo ottenuto grandi risultati. Molti di noi sono stati spinti a lasciare gli alberghi, ma ancora non sono arrivati i soldi per l'affitto di casa, così gli sfollati pagano la pigione di tasca propria”. “Per quanto mi riguarda - dice Nino Lonia, che nella tragedia ha perso moglie e due figli - continuo a pagare il mutuo della mia casa distrutta, perché la banca non ha ancora sospeso il pagamento delle rate”.
Molti altri alluvionati continuano anche a pagare le bollette della luce e del telefono. Oggi, intanto, a Giampilieri è arrivato un gruppo di studenti delle facoltà di Ingegneria dell'università di Messina e Reggio Calabria per seguire una lezione sulla morfologia del terreno e capire ciò che è accaduto durante il nubifragio.
24 / 11 / 2009
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