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Messina: emergenza nel settore rifiuti, tre arresti


I carabinieri della compagnia Messina Sud in collaborazione con i colleghi di Messina Gazzi hanno effettuato dei servizi straordinari per la prevenzione e il contrasto dei reati di natura ambientale. Per la prima volta nella provincia di Messina i carabinieri hanno applicato la normativa riguardante le misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti. Tre persone sono finite in manette per attività di raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi, e non, senza autorizzazione, nonchè di miscelazione di rifiuti speciali pericolosi con rifiuti non pericolosi. I tre sono stati colti in flagranza di reato. Questi arresti sono i primi casi di applicazione nella provincia di Messina della normativa ambientale che prevede che “chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza dell’autorizzazione, iscrizione o comunicazione prescritte dalla normativa vigente è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni nonchè con la multa da 10 mila euro a 30 mila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi; con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 15 mila euro a 50 mila euro se si tratta di rifiuti pericolosi”.
Nel servizio di controllo del territorio posto in essere dai militari sono finiti in manette Ion Iordan, 31 anni, operaio romeno già noto alle forze dell’ordine; Orlando Colicchia, messinese di 28 anni ed Antonino Giuseppe Internicola, nato a Castellammare del Golfo 56 anni fa e residente a Messina. Tutti noti alle forze dell’ordine, i tre sono stati sorpresi, in circostanze diverse, a trasportare a bordo dei propri veicoli, senza la necessaria autorizzazione, rifiuti di varia natura. Il primo intervento dei carabinieri è scattato quando una pattuglia dell’arma, che stava transitando lungo il viale Europa a Messina, ha notato che il conducente di un furgone, alla vista dei carabinieri, dopo aver imboccato una strada secondaria con una manovra azzardata, ha tentato di eludere un controllo di polizia eventuale. La manovra, però non è passata inosservata ai militari che hanno raggiunto il Peugeot Boxer procedendo al suo controllo. Attraverso un’ispezione del vano posteriore del mezzo, i carabinieri hanno constatato la presenza di un grosso quantitativo di rifiuti speciali tra cui motorini di avviamento, motori per frigoriferi, lavatrici ed altri elettrodomestici, materiale in ferro. Tutto era stato caricato e trasportato sul mezzo condotto dal romeno. Per lui sono scattate le manette.
Nella medesima località, poco dopo un’altra pattuglia dell’arma ha notato una Alfa 147 con due persone a bordo: Orlando Colicchia e Antonino Giuseppe Internicola. Sulla macchina venivano trasportati rifiuti speciali: batterie esaurite, marmitte per autovettura e motorini di avviamento per le macchine. I due sono stati arrestati e trattenuti nella camera di sicurezza della caserma in attesa del giudizio con rito direttissimo.
I due mezzi, invece, sono stati sequestrati preventivamente. Nei prossimi giorni continueranno i controlli in altre zone di Messina e provincia per verificare il rispetto della normativa in materia ambientale.
Anche lasciare un comune elettrodomestico abbandonato per strada o un divano o altri rifiuti domestici, può essere causa di arresto in flagranza di reato.
I tre arresti effettuati dai carabinieri sono stati convalidati dal giudice del tribunale di Messina che ha concesso loro il termine di difesa richiesto dai rispettivi legali. L’udienza si celebrerà il prossimo 23 agosto. Tutti e tre sono tornati in libertà, ma per Internicola è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Maria Chiara Ferraù

19 / 08 / 2010



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