Messina: Cisl, le case di cura a norma sono troppo poche Quando si pensa ad una casa di cura solitamente si pensa ad un posto grigio dove gli anziani trascorrono gli ultimi anni della loro vita in solitudine. Si pensa, insomma, ad una brutta vita lontani dagli affetti più cari e dalle proprie origini. Tutto questo si aggrava, poi, se le case di cura a norma sono poche per soddisfare le continue richieste di ricoveri.
Ieri è stato reso noto un dossier della Cisl sulle case di riposo in provincia di Messina. La federazione pensionati del sindacato ha lavorato per mesi all’indagine sulle condizioni e sulle strutture residenziali per i vecchi ospiti ed è arrivata all’analisi che molti centri dovranno chiudere, se non si adegueranno alle normative vigenti. Certo, una brutta storia.
Tonino Genovese, segretario provinciale della Cisl e Celo Muscolino, segretario provinciale della Fnp Cisl, hanno passato in rassegna i dati dell’inchiesta che sarà ora inviata all’assessorato regionale alla famiglia per bloccare le autorizzazioni che ogni anno continuano ad essere date ai responsabili delle case di cura. Case che, però, non sono tutte a norma come abbiamo detto.
In tutta la provincia su 45 case di cura, tra private e pubbliche, soltanto su 35 gli operatori hanno potuto effettuare un sopralluogo, fare dei controlli, consegnare e ricevere i questionari di compilazione. Dieci di queste 45 case di cura non hanno nemmeno voluto aprire i portoni agli “investigatori” del sindacato.
Il 30% delle case di riposo risulta essere senza ascensore, sostituito spesso da montacarichi per le persone anziane impossibilitate a muoversi. Sono pochi anche i centri che dividono i servizi per i non autosufficienti e per gli anziani autosufficienti. Nove sui 35 analizzati hanno una cucina non adeguata, mentre 20 hanno locali per il pranzo non a norma di legge e 5, addirittura, non hanno servizi igienici adeguati e sono privi di ambulatorio. Ancora, 6 non hanno una lavanderia e 7 uno spogliatoio personale. Otto non hanno i bagni a norma di legge. In molte case di cura mancano gli assistenti sociali e scarseggiano gli infermieri che si devono dividere in pochissimi turni. A tutto questo bisogna aggiungere che per ogni anziano la retta mensile varia dai 500 ai 2 mila euro. Rette a dir poco onerose considerando i servizi offerti anziani.
Le condizioni più gravi, secondo la relazione della Cisl, si riscontrano a Messina, mentre la situazione è migliore in provincia. “Chiediamo all’assessorato regionale alla famiglia – ha dichiarato Tonino Genovese – ma anche a Comuni e Ausl 5 di intervenire e di vigilare”.
30 / 05 / 2008
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