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Mazara del Vallo: pescate 120 tonnellate di triglie

Per i pescatori di Mazara del Vallo la giornata di martedì sarà da scrivere negli annali. C’è stata una pesca record. Ventimila casse di pescato, di cui l’ottanta per cento piene zeppe di triglie sono state riempite in un solo giorno. Numeri importanti ma che, dal punto di vista commerciale, hanno provocato un crollo del prezzo del pescato: da 4 a 2 euro al chilo. In questo modo le risorse non sono state razionalizzate perché la pesca record è passata come una pesca normale, dati gli scarsi guadagni dei pescatori mazaresi. Si è pescato troppo e in un solo giorno e adesso i pescatori temono un periodo di magra. “C’è qualcosa da rivedere nell’attuale sfruttamento del mare” ha dichiarato Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto della pesca di Mazara, il più grande d’Italia con 1000 imbarcazioni, 9 cantieri, 20 industrie per la trasformazione del pesce e con 10.000 operai. Tumbiolo, intervistato in diretta a Ditelo a Rgs ha spiegato che a causa dell’ingente pesca è crollato l’incasso dei pescatori, ma il prezzo al dettaglio no perché le triglie vengono ancora vendute in pescheria tra i 14 e i 18 euro al chilo. È facile, dunque, fare dei conti e scoprire che tra i soldi incassati dai pescatori e quelli incassati dai rivenditori c’è una differenza di quasi due milioni di euro. Una cifra davvero notevole. E poi c’è anche da considerare l’aumento dei costi per i pescatori. Il primo aumento considerevole riguarda quello del carburante, però i guadagni diminuiscono ogni giorno di più. È quanto spiega Giovanni Besciano, presidente dell’Agci, l’associazione che raggruppa 300 cooperative di pescatori siciliani. Secondo Berciano stiamo assistendo alla scena di un cane che si morde la coda perché si sfruttano troppo le risorse, il prezzo crolla e per contenere le perdite si cerca di pescare sempre di più. 17 / 01 / 2008


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