Maltempo e rifiuti, miscela esplosiva Da ieri sera la pioggia e il vento hanno messo a dura prova i centri del litorale tirrenico. Alle forze della natura però si aggiunge anche un altro grave problema: i rifiuti che invadono le strade nei 33 comuni dell’Ato 1, da Capo d’Orlando a Tusa. La pioggia copiosa ha reso la situazione a dir poco drammatica. In molte zone i sacchetti dell’immondizia sono rotolati sopra i pozzetti per la raccolta delle acque, creando un vero e proprio tappo e facendo allagare le strade. L’acqua ha invaso negozi ed esercizi commerciali. L’emergenza si trasforma in vergogna. Da dieci giorni i rifiuti crescono a vista d’occhio nelle strade senza che succeda nulla. Sembra di rivedere gli inizi dell’emergenza rifiuti in Campania.
La trattativa con la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea non è giunta ad una soluzione positiva, le decisioni del tavolo tecnico hanno bisogno di tempo per maturare. Ma l’unico dato certo e incontestabile è che così non si può certo andare avanti. Non si può pensare di vivere le festività natalizie (periodo in cui ogni comune solitamente organizza manifestazioni, feste, fiere all’aperto) accompagnati oltre che dal suono della zampogna, dall’odore dei rifiuti e dal rumore dei ratti e dei randagi che nei rifiuti cercano qualcosa da mettere sotto i denti. Qualcuno deve decidere. E in fretta anche. La regione è imbalsamata nelle beghe politiche, ma gli altri che fanno? Dove sono? Perché nessuno parla o fa qualcosa? La cosa che preoccupa maggiormente e indispone i cittadini è il silenzio del Prefetto. Francesco Alecci, rappresentante del Governo, non alza un dito, non interviene, non impone alla discarica di aprire i cancelli per motivi di igiene ed ordine pubblico. Potrebbe farlo, ma invece niente, se ne lava le mani come ha fatto Ponzio Pilato di fronte a Gesù Cristo. Rimanda tutto all’agenzia regionale dei rifiuti. IN pratica a nessuno: l’agenzia, infatti, si muove con la velocità di una lumaca, mentre l’emergenza diventa vergognosa. Eppure a capo dell’agenzia dei rifiuti c’è Felice Crosta che, in un solo anno, guadagna 550 mila euro.
Intanto a fronteggiare la situazione resa drammatica dal maltempo, sono rimasti soltanto i sindaci dei trentatre comuni e l’Ato. I 33 comuni entro oggi spediranno all’Ato delibere e mandati di pagamento per tamponare la falla di debiti con la discarica che quindi domani o sabato potrebbe riaprire. Ma non è giusto che 33 comuni debbano sopportare questa vergogna.
Chiara Ferraù
04 / 12 / 2008
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