Mafia: è allarme secondo la relazione della Superprocura I politici siciliani versano ingenti somme di denaro ai boss della mafia per ottenere un numero più alto di consensi alle elezioni. E la criminalità organizzata, dal canto suo, si infiltra sempre più spesso nelle pubbliche amministrazioni. È questo il quadro di collisione che emerge dall’analisi dei magistrati nella Direzione nazionale antimafia, contenuta nella relazione annuale firmata da Piero Grasso.
Le maggiori inchieste giudiziarie delle procure distrettuali antimafia puntano a far luce sull’intreccio criminalità organizzata-politica, avviate dai magistrati dei distretti di Napoli, Messin, Salerno, Catanzaro, Reggio Calabria e Cagliari.
Attraverso intercettazioni ambientali, dichiarazioni di pentiti e indagini sul campo è emerso che esiste uno scambio di “favori” tra la politica e la criminalità organizzata in diverse città del sud Italia. Nella fase delle indagini preliminari è emerso che il maggior numero di procedimenti aperti sono a Napoli (8), segue Catanzaro (7), poi Palermo (2) e con un procedimento ciascuno Catania, Reggio Calabria, Bari e Lecce.
“Non è possibile prevedere con ragionevole certezza quali saranno, dopo l’arresto del boss siciliano Bernardo Provenzano, le strategie di Cosa Nostra – dicono dalla Direzione nazionale antimafia – e, in particolare, non è possibile prevedere se continuerà la strategie (finora perseguita) di sommersione”. La Dna, però, non esclude il pericolo di un ritorno alle armi. Secondo i magistrati, l’arresto di Provenzano e dei suoi più intimi collaboratori, portato a squilibri interni all’organizzazione, tanto da provocare un deterioramento improvviso dei precari equilibri interni in tutto o in parte del territorio interprovinciale.
In merito alla relazione della Dna, il portavoce nazionale dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, ha dichiarato che “emergono sempre più scenari sconcertanti, che trovano la politica come co-protagonista e che indicano una degenerazione dell'etica pubblica inquietante dove il diritto è sostituito dal favore clientelare. L'establishment del paese, se vuole essere tale, deve concorrere ad introdurre innovazioni istituzionali e codici etici vincolanti in ogni settore decisionale della società La monopolizzazione sociale delle opportunità operata dalle caste continua a riprodursi".
“E’ necessario – ha dichiarato invece l’onorevole Giambrone – un vero e proprio processo di pulizia etica e morale affinché tali realtà non continuino a danneggiare la società civile.
30 / 01 / 2008
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