La villa di Provenzano è abusiva
La villa a Misilmeri, usata da Bernardo Provenzano come covo e luogo di appuntamenti era totalmente abusiva. Ieri il giudice monocratico del tribunale di Termini Imprese, Luigi Bonacqua, ha condannato il pentito Mario Cusimano a tre mesi di arresto. A Sei e cinque mesi sono stati condannati rispettivamente, invece, la sorella Carolina e il cognato Carmelo Taormina. I due coniugi, infatti, sono proprietari della villa abusiva che lo scorso ottobre era stata pure sequestrata su ordine della Procura di Palermo (nella casa aveva abitato Provenzano di ritorno dall’intervento a Marsiglia) perché sarebbe stato costruito con i soldi derivanti da traffici di mafia.
Il presunto mafioso di Villabate, Ignazio Fontana, è stato invece assolto dalle accuse di abusi e violazioni edilizie. Fontana, considero uno dei principali fiancheggiatori di “Binu” (Bernardo Provenzano) è in carcere al 41 bis e ha seguito il dibattimento in video conferenza.
La pena per Cusimano, la sorella e il cognato è stata sospesa, ma per Cusimano solo a condizione che faccia pubblicare a sue spese l’estratto della sentenza sul Giornale di Sicilia.
Il pubblico ministero di Termini Imprese, Luigi Luzi, aveva citato direttamente a giudizio i 4 imputati a novembre del 2004, due mesi prima dell’operazione <<Grande mandamento>> del 25 gennaio del 2005, che consentì poi di scoprire quale fosse stato il vero uso della villetta di Portella di mare, tra Misilmeri e Villabate. Una volta in prigione, Cusimano si pentì e rivelò per primo l’incredibile doppio viaggio della speranza di Provenzano in Francia. Qui venne prima visitato e poi operato alla prostata. Il pentito raccontò ai magistrati anche che in quella villa di Misilmeri il super latitante aveva ricevuto amici e sodali e non solo: al suo rientro dall’operazione subita a Marsiglia, visse nella villa per circa 15 giorni, ricevendo i regali dei compari, felici del suo ritorno.
La villetta, cento metri quadrati per piano con la piscina di 23 metri, non potevano essere costruiti: mancavano il progetto esecutivo, la direzione dei lavori da parte di un professionista abilitato, la denuncia di inizio lavori al Genio civile e non erano nemmeno state rispettate le prescrizioni antisismiche.
19 / 12 / 2007
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