L'Ue vara la riforma del mercato del vino ed in Sicilia è polemica
L’Europa si è dotata di una nuova riforma del mercato del vino e parte la sfida per rendere il prodotto ancora più competitivo e di qualità. La riforma prevede la possibilità di continuare nella pratica dello zuccheraggio, ma i livelli sono stati abbassati. L’Italia potrà contare su un contributo europeo al settore di circa 370 milioni di euro all’anno. Una buona fetta di contributi se si considera che al settore per tutti i 27 stati membri, l’unione europea ha destinato 1,3 miliardi di euro.
Il presidente dell’istituto regionale siciliano della vite e del vino, Leonardo Agueci, però, non è stato molto contento della nuova riforma del mercato del vino varata dall’Unione europea. Secondo Agueci, infatti, con l’affermazione della pratica dell’utilizzo del saccarosio per far innalzare la gradazione del vino, la Sicilia ne esce danneggiata soprattutto in fatto di immagine del prodotto isolano che, invece, utilizza processi di vinificazione con componenti naturali derivati dall’uva. “Per la Sicilia – ha dichiarato Agueci – questo può significare anche un freno allo sbocco di mercato del mosto concentrato rettificato, utilizzato nel processo di produzione del vino al posto dello zucchero”. Il numero uno dell’istituto regionale della vite e del vino lancia una provocazione: “La nostra risposta è quella di incidere a chiare lettere, e vedremo se sarà possibile, il prodotto unico del vino, cioè l’uva. In caso contrario siamo disposti a lanciare una grande campagna di comunicazione. Questo è il messaggio che deve essere trasmesso in tutto il mondo, soprattutto in un’epoca dove è prevista la tracciabilità del prodotto”.
20 / 12 / 2007
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