Johannesburg: prima rassegna del cinema siciliano
Cosa ci fa il cinema siciliano in Africa? Trasmette cultura, quella siciliana e lo fa attraverso le pellicole nel corso della prima rassegna del cinema siciliano, uno spaccato della migliore produzione cinematografica isolana degli ultimi quindici anni. Per organizzare l’evento sono scesi in campo oltre al consolato italiano in Sudafrica e al centro di cultura italo-sudafricano, il comites, l’associazione ragusani nel mondo, l’assessorato regionale siciliano al Lavoro e all'Emigrazione e l'Associazione Siciliana del Sudafrica.
I titoli in rassegna sono stati selezionati dal critico Sebastiano Gesù, direttore artistico del festival, presente a Johannesburg insieme ai registi Vito Zagarrio, Pasquale Scimeca e all’attrice Tiziana Lodato, protagonista del film “L’uomo delle stelle“ di Giuseppe Tornatore, in programma durante la prima serata della rassegna. Oltre alla pellicola del regista bagherese, nella sala del Cinema Nouveau, è stata proiettata una retrospettiva su Pasquale Scimeca, con i film “La Passione di Giosuè l'Ebreo”, “Placido Rizzotto” e “Rosso Malpelo”. Tra gli altri titoli in programma: “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, “Perduto Amor” di Franco Battiato, “Viaggio segreto” e “Il manoscritto del Principe” di Roberto Andò e “Tre giorni d'anarchia” di Vito Zagarrio. Inoltre, è stato dedicato uno spazio ai bellissimi documentari proletari di Vittorio De Seta. Nella rassegna è stata inserita anche una selezione di corti curata da Andrea Di Falco, film-maker e critico di Vittoria.
“ll cinema di questi ultimi anni – afferma Sebastiano Gesù – si rivolge alla nostra Isola con occhio più attento e sincero rispetto al passato offrendo della Sicilia un’immagine più equilibrata e autentica. Lo sguardo della cinepresa è più puro nei confronti della nostra regione. E questo grazie a una schiera di giovani cineasti, autoctoni e non, che della realtà isolana hanno saputo dare un ritratto composto e rigoroso, andando, non di rado, oltre il dato di superficie, per raggiungere l’intima essenza della sua gente, della sua storia”.
Chiara Ferraù
04 / 10 / 2008
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