Istruzione: tagli di posti di lavoro Tagli al personale scolastico, ai finanziamenti, al sistema pubblico dell’istruzione. A denunciarlo sono la Flc, la categoria della Cgil che segue il settore scuola/università e ricerca scientifica, il CIP, comitato insegnanti precari, e lo SFIDA, il sindacato dei genitori degli alunni disabili, che per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze delle politiche nazionali di taglio alle risorse della scuola pubblica, stamattina hanno organizzato un volantinaggio al Capolinea del tram di via Bonino, nei pressi del Provveditorato. “A Messina il quadro dei tagli al personale è drammatico - denunciano i responsabile delle tre organizzazioni sindacali -. 705 docenti e 201 tra collaboratori scolastici e assistenti tecnici e amministrativi saranno “licenziati in tronco” e temiamo che la “carneficina sociale” non sia ancora
finita. Non è improbabile, infatti, che nella definizione dell’organico alle situazioni di fatto, ancora altri precari di sostegno saranno vittime del Ministro dell’istruzione e ancora di più lo saranno gli alunni diversamente abili e le loro famiglie”.FLC CGIL, CIP e SFIDA chiedono di: difendere e migliorare la qualità dell'offerta educativa, dell'istruzione e della università; difendere il lavoro e tutelare l'occupazione; uscire dalla crisi investendo sulla Conoscenza;
il ritiro dei tagli operati nella scuola; immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti; sostegno al reddito per i precari senza contratto.
La protesta degli insegnanti e dei genitori si svolgerà in contemporanea in tutte le province siciliane. “Per una scuola pubblica in Sicilia che non sia penalizzata dalle politiche antimeridionaliste del Governo sollecitiamo l’intervento del Presidente della Regione per contrastare la desertificazione
dell’istruzione siciliana voluta dal Governo Berlusconi”, aggiunge Graziamaria Pistorino, segretaria generale della Flc Messina che conclude: “Un’altra estate di passione per la scuola messinese, ma questo è solo il primo di tre anni di tagli che segneranno l’inevitabile declino del sistema pubblico dell’istruzione, soprattutto nel mezzogiorno. Da settembre prepariamoci a vedere, oltre ai quasi mille lavoratori disoccupati in più, anche ad una scuola che con
meno personale, meno ore e meno sicurezza darà meno formazione e meno istruzione ai nostri figli!”.
14 / 07 / 2009
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