Incendi: niente carcere per i piromani? Aveva appiccato il fuoco provocando un incendio di vaste proporzioni. Non contento poi aveva fatto resistenza ad un pubblico ufficiale. Per questi motivi è stato condannato a dieci mesi di reclusione. Carcere che Francesco Battiata, 49 anni di Custonaci, non farà mai perché ha ottenuto la sospensione della pena durante il patteggiamento. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Trap, Lucia Fontana. L’uomo, difeso d Giacoma Castiglione, ha ottenuto la riduzione della pena e la concessione della sospensione condizionale.
L’episodio era accaduto il 20 giugno del 2007 nelle campagne di Custonaci. L’incendio si era sviluppato rapidamente e le fiamme si erano estese sul fronte della montagna, distruggendo circa cinque ettari di terreno coperto da macchia mediterranea, pascoli e campi di grano. Battiata, individuato da alcuni agenti del corpo forestale di Palermo, dopo aver divelto una spranga di ferro da una recinzione, si era scagliato contro l’agente tentando di colpirlo proprio con la spranga. Fortunatamente l’uomo è stato subito bloccato e immediatamente arrestato.
Invece, i tre presunti piromani indagati per l’incendio di Ficarazzi sono stati scarcerati per assenza di gravi indizi di colpevolezza. I giovani erano stati arrestati dai carabinieri perché trovati nei pressi dell’incendio acceso da pochi minuti, con degli accendini. I tre giovani, però, avevano dichiarato che gli accendini servivano soltanto per le sigarette. E così adesso il gip Silvana Saguto ha deciso di scarcerarli.
Ogni anno sono tanti gli incendi che distruggono centinaia di ettari di bosco. Lo scorso anno in Sicilia a fine agosto all’agriturismo Il rifugio del falco” a Patti (Messina) sono morte 6 persone mentre in altri luoghi sono andati in fumo ettari di boschi e macchia mediterranea. Martedì scorso mezza Sicilia era in fiamme e sono state evacuate numerose case.
In tutto questo ci sono delle note stonate. Prima di tutto la prevenzione che è quasi assente. I terreni di proprietà privata e spesso anche pubblica, non vengono adeguatamente puliti prima dell’inizio della stagione estiva e gli incendi si propagano velocemente senza incontrare ostacoli. In secondo luogo i mezzi impiegati per lo spegnimento degli incendi sono insufficienti. E per finire, ci sono dei problemi anche dopo che gli incendi vengono spenti e i colpevoli arrestati. E si, perché va quasi sempre a finire che alla fine la legge gli concede il patteggiamento, la sospensione della pena o addirittura li assolve. Ma questo potrebbe costituire un ulteriore pericolo per gli incendi. Se non si ha la certezza della pena (problema di cui il capo della polizia Antonio Manganelli poco più di 48 ore fa aveva discusso) è molto più probabile che altri piromani continuino ad appiccare incendi a danno loro e di tutta la società.
31 / 05 / 2008
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