Grammichele (Ct): sgominato gruppo criminale emergente Operazione antimafia a Grammichele nel catanese, condotta dai carabinieri del comando provinciale. I militari hanno arrestato 12 persone su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Caltagirone che ha accolto la richiesta della procura della repubblica. Le manette sono scattate ai polsi di Francesco Paolo Ragusa, 58 anni di Grammichele; Fabio Giuseppe Specchiale, 36enne di Liestal; Oscar Maria Crimi, catanese di 36 anni; Giuseppe e Salvatore Modica, rispettivamente 34 e 22 anni di Caltagirone; Andrea Ragusa, 27enne di Caltagirone; Emilio Giuseppe La Rocca, 41enne di Grammichele, Francesca Placenti, ragusana di 47 anni; Giuseppe Disilvestro, 39enne di Soletta; Michele Coppoletta 42enne di Grammichele; Francesco Paolo Monteleone, 57enne di Grammichele e Franco Di Stefano, 55 anni di Niscemi.
Tra loro i ragazzi si chiamavano tra loro “Carusi” e sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di usura, estorsione, impiego di denaro e beni di provenienza illecita, intestazione fittizia di beni o attività commerciali ed altro. In particolare l’attività investigativa, condotta dalla compagnia carabinieri di Caltagirone, è stata avviata a settembre del 2010 a seguito dell’operazione denominata “Efesto” che si era conclusa con l’arresto di otto persone per reati di ugual specie. L’indagine, svolta con l’ausilio di intercettazioni ambientai e telefoniche, ma anche dei più tradizionali servizi di osservazione, pedinamento e controllo, ha permesso di ricostruire l’operato del gruppo criminale, la quale attività può essere suddivisa in due principali settori. Nel primo risultano indagati Michele Coppoletta, Francesco Paolo Monteleone e Franco Di Stefano. I tre prestavano denaro a tassi usuri. In alcuni casi il tasso d’interesse applicato superava il 166%. Inoltre, gli associati non si facevano scrupolo di sottrarre con violenza e minaccia, a titolo di garanzia o parziale restituzione del debito, la disponibilità di immobili o mezzi di proprietà degli usurati.
Gli altri indagati, invece, facevano estorsioni ai danni di piccoli e medi imprenditori edili mediante l’imposizione, con minacce e ripetuti danneggiamenti, delle forniture di materiale inerte, calcestruzzo, noleggio mezzi, ecc. I “carusi”, oltre ad avere la disponibilità di armi, commettevano qualsiai genere di reato pur di affermare nel territorio la propria supremazia e accrescere il loro prestigio criminale. Inoltre, gli stessi, già con precedenti di polizia giudiziaria, per eludere eventuali investigazioni patrimoniali a loro carico, intestavano a dei prestanome le proprie attività economiche, sul conto delle quali sono in corso approfonditi accertamenti volti al sequestro.
Le indagini hanno riscontrato quanto denunciato da diversi imprenditori, anche di rilievo nazionale, impegnati nell’area calatina per la costruzione di strade, impianti fotovoltaici e aree di servizio per la distribuzione di carburanti. Avrebbero ricevuto minacce ripetute.
Gli arresti, eseguiti all’alba di oggi, hanno impegnato circa 70 militari del comando provinciale carabinieri di Catania supportati da un elicottero per scongiurare eventuali tentativi di fuga. Con l’ausilio di unità cinofile invece sono state effettuate diverse perquisizioni per ricercare armi e stupefacenti nonché indizi utili ed elementi che possano far risalire alle attività illecite in cui sono coinvolti i dodici arrestati.
Maria Chiara Ferraù
21 / 02 / 2012
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