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Gela: indagato imprenditore

Stefano Italiano, l’imprenditore di Gela, presidente della cooperativa Agroverde che nel 2005 aveva denunciato le richieste di pizzo facendo arrestare e condannare gli esattorei del racket, è indagato per riciclaggio aggravato per aver favorito la mafia. L’uomo, che vive scortato da più di un anno e fa parte dell’associazione antiracket di Gela, è stato iscritto nel registro degli indagati dai pm della direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta nell’ambito dell’indagine condotta dal centro operativo Dia. Secondo gli investigatori, Italiano denunciò i mafiosi per le richieste di tangenti, ma si sarebbe limitato a riferire soltanto degli episodi estorsivi, tacendo di quelle collusioni pregresse con le cosche mafiose.
Per riciclare il denaro sporco l’imprenditore gelese avrebbe utilizzato il meccanismo dell’aumento del capitale. Oltre a Italiano sono indagati anche un funzionario e alcuni impiegati della banca Intesa di Gela che avrebbero consentito le operazioni illegali, violando così le norme antiriciclaggio.
Gli inquirenti dicono che le operazioni economiche sarebbero state falsificate ed erano state effettuate prima che l’imprenditore denunciasse il pizzo. “In realtà – dicono gli investigatori – sono frutto di reinvestimenti di capitali di provenienza illecite”. Secondo le indagini l’Agroverde, la cooperativa di cui Italiano era presidente, veniva utilizzata dalla criminalità organizzata per scopi illeciti.

Chiara Ferraù

04 / 12 / 2008





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