Gela (Cl): annegò i figli, la Lo Porto incapace di intendere e di volere Sarebbe stata incapace di intendere e di volere quando annegò i suoi due figli e poi cercò di uccidersi senza riuscirci. É questo il contenuto delle relazioni depositate alla procura di Gela dai periti nominati dal magistrato Monia Di Marco. La Lo Porto è stata rea confessa dell’uccisione dei figli Giuseppe e Andrea Pio D’Augusta. Il Pm Di Marco ha deciso di chiedere all’ufficio del gip di Gela l’incidente probatorio per comprendere fino in fondo le motivazioni alla base delle perizie realizzate dallo psicologo Giuseppe Raniolo e dalla psichiatra Liliana Gandolfo, entrambi incaricati dallo stesso magistrato. Le valutazioni verranno incrociate con quelle dei periti di parte, scelti dall’ex marito della donna e quelli scelti dalla famiglia Lo Porto. Tra le soluzioni più probabili ci sarebbe quella della non imputabilità di Vanessa Lo Porto a causa dello stato di incapacità di intendere e di volere nel momento in cui uccise i suoi due figli. Si chiuderebbe, così, dunque, una vicenda portata alla ribalta della cronaca nazionale.
04 / 09 / 2010
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