Gela. Appello al Governo
“Caro presidente, ci aiuti. La città non ce la può fare da sola”. Si rivolge così Rosario Crocetta, il sindaco di Gela, al presidente del consiglio, Romano Prodi, per chiedere maggiore attenzione da parte dello stato per le condizione del centro siciliano. Lo fa con una lettera dai toni garbati, ma decisi: “Troppi guasti sono stati prodotti dalla mafia e troppe risorse occorrono per riqualificare l’ambiente, risanare i quartieri, creare un rete efficiente di trasporti e rilanciare l’economia. Abbiamo bisogno dell’aiuto dello Stato. Le città che hanno deciso di combattere la mafia hno bisogno di una nuova attenzione, vanno premi per la scelta di coraggio e di impegno. Ci aiuti presidente a fare in modo che anche altri facciano la loro parte con gli investimenti e con le misure necessarie a rendere la nostra città moderna”. Sono queste le parole di aiuto del sindaco Crocetta per il premier italiano. Il primo cittadino ha anche ricordato, nella sua lettera, che Gela è in testa, a livello nazionale, per le denunce contro il racket del pizzo. “Noi stiamo facendo la nostra parte – conclude Crocetta nella lettera – sarebbe grave se il movimento partito da Gela non trovasse quegli sbocchi istituzionali di cui ha bisogno”. Si spera che la richiesta accorata del sindaco non sia stata fatta invano e che qualcosa, dal Governo nazionale, si muova.
19 / 12 / 2007
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