Franceso Procopio dei Coltelli: il siciliano padre del gelato
Il gelato, nei suoi gusti più tradizionali quali cioccolato o nocciola a quelli più esotici come amarena, ananas, kinder, è stato da sempre amato e continuerà ad esserlo anche per le generazioni future. Che delizia per gli occhi vedere, soprattutto a partire dalla primavera appena iniziata, le vaschette stracolme di morbido e colorato gelato nelle vetrine delle gelaterie di tutto il mondo, ma soprattutto in quelle italiane. Quello che non tutti sanno, però, è che l’inventore del gelato fu proprio un siciliano: Francesco Procopio dei Coltelli. Incerte le origini del primo vero gelataio del mondo che fece la sua fortuna in Francia, a Parigi. Secondo alcuni sarebbe nato ad Acitrezza, per altri a Palermo. Quest’ultima ipotesi sarebbe avvalorata da un attestato di battesimo rinvenuto presso l’archivio parrocchiale della chiesa di Sant’Ippolito nel quartiere Capo di Palermo. Francesco Procopio è stato battezzato il 10 febbraio del 1651, il giorno successivo alla sua nascita. IL suo vero cognome, però, stando al certificato di battesimo, sarebbe Cutò, un cognome tipicamente siciliano. Ma da Cutò come si è passati a Coltelli? Un malinteso simile è facilmente spiegabile se si considera che in francese la parola coltelli (couteaux) si legge proprio “cutò”. DA qui potrebbe derivare il malinteso linguistico.
Esiste anche un’altra ipotesi sulle origini di Francesco Procopio dei Coltelli: sarebbe nato a Palermo, ma per un periodo avrebbe vissuto a Trezza, piccolo borgo di pescatori vicino Catania, diventato scenario anche del capolavoro di Verga, “I malavoglia”. Qui, grazie al commercio della neve dell’Etna, attività molto in voga all’epoca, sarebbe nato il gelato. Fin da epoche remote con le nevi dell’Etna insieme a succhi di frutta o miele, si preparavano sorbetti molto apprezzati dalla popolazione e dai ricchi aristocratici. L’anziano pescatore lasciò in eredità al nipote Francesco Procopio la sua invenzione: una macchina per fare i primitivi gelati. E lui la studiò a lungo, fece prove e dopo sconfitte e successi un giorno si sentì pronto per tentare la sorte. Così si trasferì a Parigi dove fondò il più anitico caffè chiamato “le procope” nel 1686. Qui nel XIX secolo amavano sedersi e gustare anche il gelato personalità della politica e della cultura dell’epoca. Qui si potevano assaggiare “acque gelate” (l’odierna granita), gelati di frutta ai fiori di anice, fiori di cannella, frangipane, gelato al succo di limone, al succo d’arancia, sorbetto di fragole. Grazie ad una concessione di Luigi XIV Procopio era l’unico a poter preparare quei dolci. Il suo caffè diventò il più famoso punto d’incontro francese a cui si sedettero Voltaire, Napoleone, George Sand, Balzac, Danton, Marat, Robespierre e Victor Hugo. IL caffè di Procopio ancora oggi è uno dei luoghi culto di Parigi.
Procopio dei Coltelli si sposò nel 1675 nella chiesa di Santi Sulpice con Marguerite Croiun dalla quale ebbe ben otto figli. Nel 1685 ottenne la nazionalità francese e nel 1696 si risposò con Anne Francoise Garnier, con cui ebbe quattro figli. Nel 1717 si ritirò dall’attività e l’anno dopo sposa Julie Parmentier dalla quale ha un ultimo figlio.
Il padre del gelato, dunque, è siciliano e come tale non poteva mancare nella nostra rubrica dedicata ai personaggi che hanno contribuito, ognuno a suo modo, a rendere grande la nostra terra e a farla conoscere al mondo intero.
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