Elezioni: il ricorso del candidato alla provincia di Messina, Galati Rando Cosa non si fa per una poltrona in un palazzo del potere. Ecco una storia di clamorosi errori elettorali, gestita a piacimento da furbetti del collegio elettorale. Una storia vera, anche se incredibile. Nelle ultime elezioni provinciali a Messina dello scorso giugno, fu dichiarato eletto nel collegio di Patti Natalino Natoli, candidato nel collegio di Patti nella lista del partito repubblicano. Proclamazione a sorpresa, perché tutti i dati ufficiosi avevano assegnato il seggio a Dino Galati Rando. L’arcano fu subito svelato: per un errore di trascrizione, nella prima sezione di Castroreale, erano state attribuite 209 preferenze a Natoli al posto del candidato Alessandro Portaro. Un clamoroso errore materiale che però non fu possibile correggere prima della proclamazione del 14 luglio: per un accordo tra Natoli e Galati Rando il primo non si dimise per non perdere lo status di primo dei non eletti. Galati Rando fece allora ricorso al Tar per veder riconosciuta la sua legittima elezione. Il tribunale amministrativo ha però respinto il ricorso perché la notifica dello stesso non è avvenuta entro i termini. Cosa è successo? È successo che il 3 settembre Natalino Natoli ha chiesto il cambio di residenza, dal comune di San Piero Patti a quello di Librizzi. Cambio accordato in due giorni, un record per la burocrazia. Non solo siciliana. Impossibile per il messo notificatore rintracciare Natoli al suo nuovo indirizzo, visto che la moglie continua a risiedere a San Piero Patti. Da qui la bocciatura del ricorso da parte del Tar, con la beffa amara servita a Dino Galati Rando, consigliere virtuale con oltre 1200 voti, ma mai seduto a Palazzo dei Leoni. I suoi amici e sostenitori hanno creato un comitato con oltre 300 iscritti. In una nota inviata alle massime cariche istituzionali, dal presidente della Repubblica ai ministri dell’Interno e della giustizia, oltre che a molte procure, il presidente del comitato Mario Carmelo Triscari lancia durissime accuse, tirando in ballo anche il vicepresidente del senato Mimmo Nania che si sarebbe fatto garante per una soluzione indolore della vicenda e che adesso non risponde più nemmeno alle telefonate. Accuse sono state mosse anche nei confronti dell’assessore provinciale Ventimiglia e del sindaco di Librizzi per il fulmineo cambio di residenza di Natoli. Cerchiamo giustizia, scrive Triscari, perché in consiglio provinciale oggi siede un consigliere non eletto dal popolo. Una storia incredibile e incredibilmente vera.
Chiara Ferraù
31 / 12 / 2008
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