Catania: in scena “Nasreddin Juha . . .e le formiche” alla sala Magma Prosegue la stagione 2009/10 dell'associazione culturale no-profit “Terre forti” di Librino. E lo fa, sempre alla Sala Magma di via Adua 3 a Catania, con un nuovo titolo inedito, un viaggio tra ironia, divertimento e piccoli insegnamenti imperniati sulla figura del Mullah Nasreddin, già caro al filosofo armeno Gurdjieff, che dalla natia Turchia ha diffuso la sua figura e le sue storielle, presto fusesi con quelle di derivazione locale (associate ai vari Juhà, Hoca, Guhà, e il nostrano Giufà), sempre sul confine tra la saggezza e l'apparente stupidità, la semplicità disarmante delle sue massime, l'apparente illogicità delle sue trovate.
Giufà è uno di quei personaggi popolari che viene da lontano: le sue origini si perdono nel tempo e nello spazio. Alcuni studiosi lo presumono proveniente dalla Turchia, individuando un suo progenitore nella figura di Nasreddin, vissuto, pare, intorno al 1250. Altri lo fanno provenire da un Oriente più profondo e, più specificatamente, dall’India.
Al di là, tuttavia, della sua origine storica, questo spettacolo vuole mettere in evidenza le varie sfaccettature che compongono la figura di Nasreddin/Giufà .
Dell’Oriente, Nasreddin, ha assorbito il fascino, il fantastico, il colore delle favole delle “Mille e una notte”.
Il suo personaggio rappresenta l’altra faccia di Giufà, quella che riesce a mettere a fuoco la saggezza, la furbizia, l’ironia, la riflessione che spesso, dietro un’apparente gioco sarcastico, nasconde tutte le difficoltà del vivere quotidiano. Insiste, tuttavia, nel suggerire un percorso di vita atto a superarne o, comunque, attenuarne i problemi.
In una dimensione giocosa si mette in evidenza l’immagine di chi sfuggendo al pensiero comune spesso viene considerato sciocco.
Ma lo sciocco, il folly, può essere visto quasi come un giullare: colui che trasgredisce il senso comune e che nella sua estrema semplicità – o “follia”, appunto – scopre una verità altra.
Diventa un viaggio alla riscoperta delle molte e differenti raffigurazioni delle assurdità che ondeggiano tra verità e riso, scherzo e ragione.
Vi troviamo molte forme dell’egoismo umano rappresentato dal parossistico manifestarsi di esigenze individuali sottratte alla tolleranza e alle necessità degli altri: il singolo si pone al centro dell’universo e tutti gli altri non contano.
E qui ci viene in aiuto il pensiero pirandelliano che ci ricorda la differenza che esiste tra comicità e umorismo: dopo aver riso con la prima, prendendo coscienza del secondo si pongono le condizioni per riflettere sui problemi altrui».
Il lavoro, pregevolmente diretto da Gino Epaminonda, si avvale di un cast di prim'ordine, fra cui spiccano Saro Stella e Mario Scirè, affiancati da un ensemble ricco e variegato. Uno spettacolo adatto a tutti, che con un sorriso guida in un percorso fatto di antica saggezza, episodi divertenti, con efficaci scene ed ottimi costumi.
Gli spettacoli saranno 29, 30 alle 20:45 e domenica 31 gennaio alle 18:30
28 / 01 / 2010
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