Catania: in scena “Jalofiru avvampanti” a Librino A Librino torna il 9 e il 10 maggio prossimo “Jalofitu avvampanti”, uno degli eventi più apprezzati e applauditi della produzione 2009 dell’associazione terre forti. Verrà riproposto in due repliche presso l’auditorium parrocchiale di Via Castagnola, 4 in occasione di una manifestazione di beneficenza in favore dell’Andos, associazione nazionale donne operate al seno, al cui comitato catanese verrà devoluto l’incasso delle serate per acquistare fondamentali apparecchiature diagnostiche. Lo spettacolo teatrale scelto non poteva essere più adatto. Parla, infatti, degli aspetti della femminilità siciliana sotto molteplici prospettive.
alofiru avvampanti - garofano rosseggiante - è uno degli elogi, verso la donna, che con più frequenza ritroviamo nel canto popolare. Si’ macchia di jalofiru avvampanti - la facci hai tunna chiù di ‘na lumia - bedda ca a tia ti ficiru li santi - tô matri è bedda e ti fici ppi mia! Così ritroviamo scritto in uno dei “canti dell’antica Contea di Noto” raccolti da Corrado Avolio. Grazie ad appassionati ricercatori delle tradizioni popolari come lui (insieme a tanti altri della seconda parte dell’Ottocento, come Giuseppe Pitrè, Salomone Marino, Serafino Amabile Guastella, Lionardo Vigo, per citarne alcuni) oggi possiamo rivivere quei momenti di vera genuinità dell’espressione popolare. Lo spettacolo non si fermerà alla poesia e al canto d’amore, ma ripercorrerà, per quello che il tempo di una recita permetterà, i momenti più importanti del quotidiano femminile: la donna nelle varie sfaccettature.
La vedremo, come detto, nelle poesie d’amore; la ritroveremo come madre affettuosa, nelle ninne nanne; rivivremo i momenti dell’ ”agorà” popolare: il cortile, dove rincontreremo le simpaticissime cummari martogliane. Ma non sarà solo un’immagine patinata quella che verrà fuori in quanto ci soffermeremo anche sulla figura della madre coraggio di cui la Sicilia ha fornito numerosi esempi.
Il percorso sarà arricchito dalla chitarra e dalla voce del cantautore catanese Gregorio Lui. Un artista che ha già dimostrato, in tanti anni di attività, le sue qualità, non solo di compositore (con una qualificata discografia al suo attivo) ma anche - come in questo caso - quelle di esecutore. Il suo non un canto “gridato”, ma un sussurro dell’anima che contagia l’ascoltatore trascinandolo in uno scambio osmotico dove l’uno dà all’altro.
Lo spettacolo, coordinato e diretto da Alfio Guzzetta con la direzione di scena di Orazio Indelicato, vedrà in scena accanto a Gregorio Lui un cast recitativo tanto straordinario e di prim'ordine quanto giovane e vivace.
Infatti chiaro intento dell’associazione “Terre forti”, è quello di coinvolgere le nuove leve. Con il loro diretto inserimento, si cercherà di contagiare quanti più giovani possibile, affinché possa essere riscoperta e rivalutata una cultura che ha dato tantissimo anche alla lingua italiana.
Continua quindi la proposta culturale del sodalizio che parte da Librino per proporsi come stimolo culturale e per fare conoscere l’altra “faccia della Luna”: quella che non è solo cemento, ma che trae origine da una cultura precedente fatta di contadini, di povera gente, di Dignità. Valori che persistono non solo nelle vite degli autoctoni librinesi (o terrefortiani) ma anche la stragrande maggioranza di quanti, provenendo da altri quartieri, oggi vi spendono la propria vita.
Il biglietto di ingresso per lo spettacolo è di cinque euro al botteghino.
Maria Chiara Ferraù
28 / 04 / 2009
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