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Catania: i legali del professor Fichera chiedono l’incidente probatorio

I legali del docente universitario catanese, Alberto Fichera, chiederanno al gip di Napoli un incidente probatorio con un collegio di periti nominati esclusivamente dal giudice. Lo hanno dichiarato oggi nel corso di una conferenza stampa a Catania. Alberto Fichera, il docente universitario catanese che, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Napoli su un duplice omicidio nel clan dei casalesi, era finito in carcere lo scorso luglio con l’accusa di aver falsato una perizia che avrebbe scagionato i due boss accusati del delitto: Aniello Bidognetti e Vincenzo Tàmmaro.
Ieri nel tribunale di Napoli, dove si celebrava un processo contro un cittadino albanese, un inatteso colpo di scena orchestrato da uno dei difensori di Fichera, l’avvocato catanese Giovanni Avila, ha consentito di mettere in libertà immediatamente l’albanese e di rimettere in discussione il caso del prof. Fichera - ordinario di Fisica tecnica nella Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania - scardinando i punti chiave dell’accusa nei confronti del docente dichiaratosi sempre innocente ed estraneo ai fatti contestati. Avila, infatti, fattosi nominare sostituto processuale di uno dei legali dell’albanese, ha evidenziato davanti al giudice come la perizia fonica sull’imputato elaborata dal professionista incaricato dal Tribunale di Napoli, ing. Roberto Porto, presentasse valori perfettamente identici a quelli attribuiti a un boss dei casalesi in un’altra consulenza curata dallo stesso professionista. Quella che, nel luglio dello scorso anno, era stata alla base della vicenda giudiziaria che aveva fatto scattare una denuncia per il vicequestore Alessandro Berretta e l’arresto del docente universitario Alberto Fichera, dichiaratosi sempre innocente ed estraneo ai fatti e solo da poche settimane rimesso in libertà dopo mesi agli arresti domiciliari.
E’ stato lo stesso avvocato Avila a raccontare stamani ai giornalisti i dettagli della vicenda nel corso di una conferenza stampa dove è intervenuto anche padre Salvatore Resca, il sacerdote protagonista delle battaglie sociali di Cittainsieme, associazione catanese di cui Fichera è stato fra i fondatori negli anni Ottanta a Catania all’interno della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. “A intuire che qualcosa non andava per il verso giusto – ha spiegato Avila - è stato l’ing. Andrea Paoloni, il massimo esperto italiano di fonetica forense autore, tra l’altro, del software utilizzato in questo campo anche dagli esperti del Ris e della Polizia scientifica. Paoloni, nominato consulente della difesa del prof. Fichera aveva già riscontrato delle anomalie nei dati delle perizie vocali che accusavano il mio assistito e nella sua relazione aveva spiegato che quelli prodotti nella perizia di Porto erano valori ‘impossibili e scientificamente non compatibili’. E’ accaduto poi, assolutamente per caso, che Paoloni fosse contattato per un riscontro professionale dal consulente dell’imputato albanese coinvolto in un altro processo. In quell’occasione Paoloni si è trovato in mano due perizie foniche identiche, quella dell’albanese e quella che accusava Fichera e già da lui giudicata anomala. Una situazione ai limiti dell’assurdo – conclude Avila - come accade per le impronte digitali e per il dna, infatti, non è possibile che due perizie vocali di due persone diverse siano uguali”.
La scoperta di Paoloni, che risale a un mese fa circa, è stata tenuta segreta fino all’udienza di ieri a Napoli quando Avila, che volutamente si è fatto nominare sostituto processuale di uno dei legali del cittadino albanese, ha preso parte al dibattimento in aula esaminando in prima persona il perito ing. Porto. Il quale, alle contestazioni di Avila che sottolineava come le due perizie fossero identiche (quella dell’albanese e quella prodotta da Avila e relativa al procedimento contro Fichera), è caduto in contraddizione. Il pm della Dda di Napoli, Nunzio Fragliasso, ha deciso quindi di richiedere la trasmissione degli atti al proprio ufficio e di ritenere la perizia inattendibile per i “gravi fatti accertati in udienza”.
Alberto Fichera è difeso, oltre che dall’avvocato Giovanni Avila, dall'avv. Pietro Nicola Granata del foro di Catania e dall'avv. Bruno Von Arx del foro di Napoli.

03 / 02 / 2010





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