Catania: i detenuti di Bicocca fra i fornelli
Pane appena sfornato, creme, pasta, risotti, secondi piatti e profumi deliziosi che al solo annusarli fanno venire l’acquolina in bocca. Sembrerebbe lo scenario di una delle cucine, regno di grandi chef. E invece è quello della sezione K dell’istituto professionale alberghiero di Catania, istituita all’interno della casa circondariale di Bicocca a Catania. Qui il professore Giuseppe Messina insegna a nove detenuti i segreti della cucina. Qui, tra un fornello e l’altro, non esistono più le gerarchie carcerarie e i detenuti dimenticano durante le 4 ore di lezione, di essere rinchiusi in un carcere.
Il progetto, nato in via sperimentale nel 2002 su proposta del responsabile dell’area educativa del carcere Bicocca, Maurizio Battaglia, ha dato i suoi primi frutti. Nel 2005 i primi dieci detenuti hanno conseguito il diploma con qualifica trienne.
La sezione K del carcere di Catania accoglie al suo interno l’intero ciclo di studi: cinque classi che si dividono tra il laboratorio-cucina e l’aula per la ristorazione e le lezioni frontali. Attualmente sono impiegati al carcere ben 40 docenti che ruotano intorno alle attività teoriche e pratiche che si svolgono nell’istituto penitenziario.
Un progetto come questo è sicuramente una buona opportunità per i detenuti di mettersi in gioco e di acquisire delle abilità da sfruttare una volta usciti di cella.
29 / 12 / 2007
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