La legalità deve essere insegnata prima nelle famiglie e poi sui banchi di scuola. È qui che i ragazzi passano la maggior parte della giornata. Ma spesso gli studenti vedono le forze dell’ordine lontane. Per far capire da vicino qual è il lavoro che svolgono i carabinieri a Catania si è svolto, al comando provinciale dei carabinieri, il primo incontro con le scolaresche nell’ambito del progetto “Contributo dell’arma dei carabinieri alla formazione della cultura della legalità”, promosso dal comando generale dell’arma. Una quarantina di bambini della IV e V elementare dell’istituto Mary Poppins di Catania, accompagnati dalle maestre, sono stati ricevuti da un ufficiale che ha spiegato loro i compiti svolti quotidianamente dai carabinieri per garantire l’ordine e la sicurezza nella città, così come nei piccoli centri. I bambini hanno avuto la possibilità di vedere da vicino una Gazzella del nucleo radiomobile. Hanno avuto modo di salire sull’auto, far suonare le sirene e attivare i lampeggianti. Tra le strumentazioni di bordo, particolare interesse ha suscitato l’etilometro.
IL personale del nucleo artificieri ha spiegato quali sono i compiti pericolosi che sono chiamati a svolgere ogni giorni e hanno fatto una dimostrazione di come si utilizza il robot per disattivare gli ordigni esplosivi.
Successivamente i bambini hanno visitato la centrale operativa. Qui hanno assistito alle modalità di attivazione e coordinamento delle pattuglie impiegate su tutto il territorio. Un’occasione particolare e speciale per loro che non hanno smesso di fare domande.
Nel corso della mattinata i ragazzi con le insegnanti hanno avuto anche modo di vedere all’opera l’unità cinofila e di capire il rapporto e l’affiatamento esistente tra l’animale e il conduttore.
I ragazzi si sono appassionati e hanno compreso di potersi avvalere dei carabinieri in ogni circostanza. Hanno sentito gli uomini dell’arma più vicini a loro e hanno capito che il loro lavoro è importante e difficile. Qualcuno di loro, addirittura, ha chiesto di poter entrare a far parte dell’arma. Un po’ presto ancora per decidere del proprio futuro, ma sicuramente una soddisfazione per i militari che oggi hanno fatto per un giorno gli insegnanti.
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