Catania: curavano malati oncologici che non erano terminali, truffa per 70 mila euro Una truffa ai danni di malati oncologici terminali è stata scoperta dalla guardia di finanza che ha sequestrato beni per complessivi 70 mila euro nei confronti di una nota cooperativa della città che si occupa appunto dell’assistenza ai malati oncologici terminali. Il reato per i dieci indagati (medici, collaboratori e dipendenti della coop) è di associazione a delinquere e truffa ai danni della ex Ausl 3, ora Asp di catania. Secondo l’inchiesta coordinata dalla procura distrettuale etnea, la società avrebbe continuato a svolgere la sua assistenza anche a quei malati che non erano più terminali, come ai pazienti che partecipavano a pellegrinaggi in vari santuari, anche alla guida della loro automobile. Per le fiamme gialle l’assistenza fornita, inoltre, superava di gran lunga i due mesi previsti, fino a sfiorare anche i due anni. In tali casi, come è emerso dalle indagini, l’assistenza a carico dell’erario si riduceva a semplici operazioni di routine da parte dei medici che si limitavano a misurare la pressione, a fare qualche puntura intramuscolare o addirittura a fare la barba al paziente.
09 / 02 / 2010
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