Catania: collezione Finocchiaro al civico Al castello Ursino a Catania in esposizione dal 20 dicembre fino al 21 marzo 2010 la mostra dedicata alla collezione Finocchiaro che vede riuniti, per la prima volta in un’unica esposizione, una cinquantina di dipinti appartenuti al giureconsulto catanese Giovan Battista Finocchiaro e da lui assegnati con lascito testamentario alla città di Catania nel 1827. Si tratta del “gioiello” più prezioso fra i tesori d’arte custoditi all’interno del Castello e resi finalmente fruibili alla cittadinanza e ai visitatori forestieri grazie a questa mostra organizzata dalla soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania con il sostegno dell’assessorato regionale ai beni culturali in collaborazione con il comune di Catania che ha messo a disposizione le sale del castello Ursino.
A curare la collezione da un punto di vista “scientifico” è stata Luisa Paladino che spiega che la collezione “pur dimezzata da una lunga storia di dispersioni, oblìo e incuria, è il primo frutto di quest’opera di indagine sui tesori semi sconosciuti del Castello Ursino. Dei 52 dipinti in mostra – aggiunge la Paladino – metà sono inediti, dunque fonte di grande interesse per gli studiosi e gli appassionati. Riunire questa preziosa raccolta, la cui identificazione è stata un’operazione impegnativa e importante, vuol essere un’occasione per svelare alla città lo spessore culturale della sua storia passata e, auspichiamo, anche di quella futura”.
Alla realizzazione della mostra hanno collaborato anche tre storiche dell’arte della soprintendenza: Roberta Carchiolo, Stefania Maugeri e Maria Busacca, mentre l’allestimento è stato curato dall’architetto Giovanni Patti che ha seguito anche quello della Winderkammer nell’ex Manifattura Tabacchi inaugurata sabato scorso insieme a Pulcherrima Res in via Crociferi, sempre a Catania.
Documento chiave per l’identificazione delle opere di Finocchiaro è stato per gli storici della Soprintendenza l’elenco contenuto nel verbale che nel 1826 accompagnò il viaggio di questi dipinti sbarcati a Catania da Palermo su un veliero chiamato La Fortuna, e consegnati al principe cadetto Manganelli. Fra le 52 opere superstiti esposte al museo civico figurano veri gioielli delle collezioni civiche: soggetti religiosi con incursioni nei generi mitologico, allegorico, del paesaggio, del ritratto, della battaglia e d’historia antica. In mostra opere di Polidoro da Caravaggio, Simone de Wobreck, Matthias Stomer, Pietro Novelli, Giacomo Lo Verde, Mattia Preti, Gaspare Serenarlo e Giuseppe Patania, pittore contemporaneo del proprietario mecenate Giovanbattista Finocchiaro che a Palermo fu primo presidente della gran corte di giustizia del regno di Sicilia. Fra le curiosità in mostra al castello Ursino anche l’unica copia esistente del quadro di Caravaggio rubato 40 anni fa dalla mafia a Palermo: “Natività fra i Santi Lorenzo e Francesco”, realizzata da un pittore contemporaneo di Michelangelo Merisi, Paolo Geraci. Dell’originale natività, come è noto, non si sa nulla dal 1969 anche se recentissime rivelazioni del pentito Spatuzza la danno per distrutta dai topi.
L’ingresso alla mostra è libero e si potranno ammirare le opere da lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, mentre la domenica soltanto dalle 8:30 alle 13:30
Maria Chiara Ferraù
22 / 12 / 2009
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