Caso Contrada: l’ex funzionario del Sisde è tornato a Palermo Bruno Contrada è tornato a casa a Palermo. Adriana Contrada è felice per il ritorno a casa del marito che, dice, ha dormito bene ed è un altro. “Sono contenta e ammalata – aggiunge la signora Contrada – ma con il sorriso cerco di non darlo a vedere anche perché Bruno è tornato ad essere lui, mia cognata Anna, che l’ha trattato come se fosse un padre, lo h rigenerato. Adesso – conclude Adriana Contrada – occorre guardare avanti e in un futuro prossimo la Patria dovrà essere grata a Bruno Contrada, uomo dello Stato e delle Istituzioni e la storia dovrà dire la verità.
La vicenda giudiziaria di Contrada inizia il 24 dicembre del 1992 quando l’uomo è stato arrestato. Da superpoliziotto contro Cosa Nostra a Palermo a dirigente del Sisde, da numero 3 degli agenti segreti italiani, a condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa, la vita di Contrada è stata una parabola con alti e bassi, culminata con la condanna e la detenzione, prima nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e poi agli arresti domiciliari dalla sorella Anna a Varcaturo e adesso nella casa di Palermo. La pena per contrada finisce il 20 novembre del 2013. Contrada è accusato da pentiti di passare informazioni a Cosa nostra e di aver consentito la fuga di pericolosi latitanti, come il boss dei boss Totò Riina, ricevendo la copertura di non identificati vertici istituzionali. Contrada è accusato per la prima volta da Gaspare Mutolo, arrestato più volte da Contrada. L’ex funzionario del Sisde sostiene che si tratta solo di una vendetta di Mutolo. Ma ad accusare Contrada ci sono anche Tommaso Buscetta, Salvatore Cancemi e Giuseppe Marchese. Contrada è assolto nel primo processo d’appello il 4 maggio del 2001 perché il fatto non sussiste. Poi è la cassazione, il 12 dicembre 2002, ad annullare il verdetto assolutorio e a disporre un nuovo processo. E qui arriva la condann a dieci anni di reclusione, il 25 febbraio del 2006, resa definitiva dalla cassazione a maggio del 2007. Nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere inizia un’altra battaglia giudiziaria, quella sul fronte medico.I legali di Contrada ne chiedono più volte la scarcerazione perché sarebbe gravemente malato.
Ma il suo avvocato Giuseppe Lipera, apre anche un altro fronte: la revisione del processo, respinta dalla Corte d’appello di Caltanissetta e poi dalla Cassazione. Il 24 luglio scorso il tribunale di sorveglianza di Napoli gli concede gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute, il primo ottobre arriva la decisione di concedergli i domiciliari a Palermo a casa, insieme ai figli e alla moglie che non vede da oltre un anno perché lei è malata e non può spostarsi.
Chiara Ferraù
15 / 10 / 2008
Pagine correlate cronaca
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Caso Contrada: l’ex funzionario del Sisde è tornato a Palermo '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecodisicilia scrivere all'indirizzo email chiara.ferrau@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema cronaca palermo
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|