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Caltanissetta: dolore e sconcerto per la morte della quattordicenne Lorena Cultraro

Era scomparsa da Niscemi il 30 aprile scorso. Qualcuno aveva detto di averla vista allontanarsi in compagnia di un uomo. Lei, Lorena Cultraro, 14 anni, è stata ora ritrovata morta in un pozzo nelle campagne di Niscemi, nei pressi della borgata Vallo Giummara. Il cadavere era carbonizzato. La minorenne, a quanto sembra, sarebbe stata uccisa (probabilmente strangolata) e poi il suo corpo sarebbe stato dato alle fiamme. Lorena frequentava l’istituto commerciale di Niscemi. La sua scomparsa era stata denunciata dal padre, Giuseppe Cultraro, vigile del fuoco volontario. Nella denuncia l’uomo aveva dichiarato ai carabinieri che la ragazza era uscita di casa per andare a trovare la nonna. Ma a casa della donna non c’è mai arrivata. Foto della ragazza erano state affisse dalla famiglia in tutti i negozi di Niscemi e anche a Vittoria. La Procura di Caltanissetta aveva anche aperto un’inchiesta chiedendo al gestore telefonico del cellulare della giovane, la trasmissione dei tabulati telefonici per risalire agli ultimi movimenti della ragazza. Il cellulare risultava spento dal 30 aprile, giorno della scomparsa di Lorena.
I carabinieri nei giorni scorsi avevano ascoltato degli amici di Lorena che hanno dichiarato di aver assistito, in parte, ad una telefonata ricevuta dalla ragazza il 30 aprile. La giovane avrebbe detto al suo interlocutore di sbrigarsi ed andare subito a prenderla. Per questo subito dopo la scomparsa della giovane si era parlato della possibilità di una fujtina. A credere a questa tesi erano stati anche i genitori della ragazza.
E invece non si era trattato di una fujtina. La ragazza è stata uccisa e poi il suo corpo è stato dato alle fiamme. In seguito chi l’ha uccisa ha gettato il suo corpo in una cisterna dove lo ha poi ritrovato un contadino.
Il cadavere è stato ritrovato a pochi chilometri da dove la giovane era stata vista l’ultima volta, e solo a poche centinaia di metri dalla propria casa.
Qualche ora dopo il ritrovamento del cadavere, i carabinieri hanno condotto in caserma alcuni giovani di Niscemi, amici, compagni di scuola della ragazza.Tre di loro sono stati ora fermati con accuse pesantissime. Omicidio. I carabinieri del Ris che hanno effettuato rilievi nel casolare in cui Lorena è stata uccisa, hanno individuato diverse impronte digitali dei tre minori fermati. L’accusa è di omicidio premeditato. Secondo le ricostruzioni i tre giovani avrebbero dato appuntamento a Lorena nel pomeriggio del 30 aprile. La ragazza li aveva precedentemente informati che poteva essere un incinta e che il padre del bambino poteva essere uno di loro. I tre ragazzi non volevano prendersi la responsabilità di un bambino e non ci hanno visto più, così le hanno dato appuntamento e, come spesso era avvenuto in passato, si sono allontanati con lei a bordo di un motorino verso la periferia del paese, in aperta campagna. La ragazza si sarebbe poi spogliata e insieme ai tre ragazzi avrebbe iniziato a “giocare”. Uno di loro poi le ha stretto una corda attorno al collo mentre gli altri due la immobilizzavano. Sarebbe stata uccisa così. Il corpo è stato poi trascinato per una cinquantina di metri fino ad una vasca d’irrigazione. I tre compagni hanno poi legato un grosso masso al corpo di Lorena e l’hanno buttata in fondo alla cisterna.

Gli investigatori non si pronunciano ancora sul movente dell’omicidio. Sembrerebbe, però, che la vittima aveva relazioni con tutti e tre gli indagati e che era stato proprio il suo “fidanzato” (uno dei tre giovani) a spingerla agli incontro con gli altri due amici. Una storia che ha dell’incredibile soprattutto se si pensa che a perpetrare l’atroce delitto premeditato sarebbero stati tre minorenni, tutti figli di onesti lavoratori.

14 / 05 / 2008

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