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Barcellona Pozzo di Gotto (Me): Omicifio Alfano, il pm Canali rischia di non poter fare più il magistrato


Olindo Canali, il magistrato che in una lettera aveva espresso perplessità sulla colpevolezza di Pippo Gullotti, condannato all’ergastolo per l’omicidio del giornalista Beppe Alfano, rischia di dover lasciare Barcellona Pozzo di Gotto e di non poter fare più il pubblico ministero. Olindo Canali aveva consegnato la lettera a conclusione di un processo in cui lo stesso magistrato era stato pubblico ministero. La prima commissione del Consiglio superiore della magistratura ha aperto nei suoi confronti la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale, contestandogli anche la frequentazione di personaggi legati ad organizzazioni criminali.

Da queste accuse il magistrato dovrà difendersi il 15 settembre prossimo quando sarà ascoltato in un’audizione. La vicenda della lettera era emersa di recente durante la celebrazione del processo "Mare Nostrum" davanti alla Corte d'appello di Messina e aveva avuto ampio spazio sui giornali. E secondo la Commissione, è sintomo, assieme ad altri comportamenti del magistrato, di un modo distorto di concepire il suo ruolo: invece di esternare i suoi dubbi sull'attendibilità del pentito Maurizio Bonaceto che era stato determinante per la condanna di Gullotti e sulla stessa effettiva responsabilità di questi nell'omicidio Alfano in una lettera destinata a un privato, Canali avrebbe dovuto segnalare il caso agli organi competenti. Come pure la Commissione gli contesta lo scambio di corrispondenza con il professore Adolfo Parmaliana, che si suicidò l'anno scorso: spingendosi sino a esprimere giudizi e dar notizia su procedimenti in corso su denunce su fatti di mafia che lo stesso docente aveva fatto, il magistrato avrebbe violato il dovere di riserbo. Ma soprattutto i consiglieri di Palazzo dei marescialli accusano Canali di aver aver avuto rapporti con un uomo legato a organizzazioni criminali, il medico Salvatore Rugolo, figlio del boss Francesco, cognato di Gullotti: il pm non poteva non sapere della sua appartenenza a organizzazioni criminali o quanto meno non si è informato come avrebbe dovuto sul conto di chi frequentava. Su questa vicenda ci fu anche un'informativa dei carabinieri; quando Canali lo seppe compì - gli contesta la Commissione - una sorta di blitz nella sale delle intercettazioni, studiando i volti dei presenti.Un comportamento poco consono al suo ruolo, secondo i consiglieri che rimproverano anche al magistrato di aver sottovalutato gli effetti delle sue condotte e in particolare l'allarme e lo sconcerto suscitati nella pubblica opinione. Due mesi fa probabilmente avvertendo il rischio di un trasferimento d'ufficio, Canali aveva chiesto spontaneamente al Csm di essere destinato a altre procure siciliane. E la figlia di Alfano, Sonia, eurodeputata con l'Idv aveva rivolto un appello a Napolitano perché scongiurasse "un'ipotesi così indecente".

Maria Chiara Ferraù

23 / 07 / 2009



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