Barcellona Pozzo di Gotto (Me): il comune dichiarato antisindacale Il comune di Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, è stato dichiarato dal giudice del lavoro del locale tribunale, con sentenza 8 agosto 2011, “antisindacale”. È stato così accolto il ricorso presentato da Cisl Fp e Uil Fpl sui doveri di informativa sindacale in materia di variazione delle dotazioni organiche dell’ente. IL giudice ha ordinato al comune di Barcellona di cessare il comportamento provvedendo alla rimozione della deliberazione del 19 aprile 2011, inibendo l’emanazione di analoga deliberazione senza prima la comunicazione alle organizzazioni sindacali. Inoltre il giudice ha ordinato di eliminare tutti gli eventuali atti e provvedimenti connessi e consequenziali alla deliberazione sopra citata. “Ancora una volta – dichiarano il segretario generale della Cisl Fp Messina, Calogero Emanuele e il segretario generale della Uil Fpl, Giuseppe Calapai – in materia di relazioni sindacali il giudice ha dato la giusta interpretazione della riforma cosiddetta Brunetta. È stato riconosciuto infatti, che vige l’obbligo dell’informazione preventiva al sindacato e quindi la possibilità di aprire il tavolo di concertazione secondo le regole vigenti previste da contratti collettivi di riferimento. Purtroppo – continuano i due sindacalisti – il comune di Barcellona, malgrado più volte sia stata richiesta l’apertura dei tavoli, continua e persevera nell’adottare unilateralmente atti che hanno conseguenze sulla gestione del personale che obbligano al rispetto delle relazioni sindacali”.
Cisl Fp e Uil Fpl mettono all’attenzione l’ultimo episodio avvenuto ieri, 29 agosto, con l’adozione di atti di modifiche delle posizioni organizzative senza informazione preventiva al sindacato. Cisl Fp e Uil Fpl hanno già scritto al sindaco di Barcellona chiedendo di dare immediata esecuzione alla sentenza e ripristinare le corrette relazioni sindacali, revocando tutti gli atti consequenziali e successivi alla delibera rimossa dal Giudice (assegnazioni unità di
personale, mobilità, conferimento incarichi, ).
“L’annullamento della delibera 128 – aggiungono Emanuele e Calapai - ci consente di ritornare sulla dotazione organica e quindi sulla sua rideterminazione alla luce delle ulteriori norme regionali che aprono ulteriori spazi alla stabilizzazione definitiva dei precari e delle
norme contenute nella varie manovre finanziarie che impongono una totale rivisitazione delle modalità di gestione dei servizi, e nel caso del Comune di Barcellona c’è ne tanto di bisogno, soprattutto rispetto ad alcuni servizi quali trasporto alunni, asili nido, manutenzione verde pubblico, servizi socio- assistenziali, che sin’oggi, malgrado le ferme contrarietà del sindacato, si è proceduto
ad affidamento e gestioni esternalizzate. Siamo convinti – concludono - che questa sentenza potrà far riflettere il sindaco ed i suoi dirigenti e quindi ripristinare le corrette relazioni sindacali”.
30 / 08 / 2011
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