Barcellona: due condanne per la morte di Miriam Bucalo
Due condanne ed un’assoluzione piena. È l’esito del processo che si è svolto al tribunale di Barcellona nei confronti di alcuni medici dell’ospedale di Barcellona dove era morta la dodicenne Miriam Bucalo. Il giudice Giuseppe Martello ha condannato a un anno e 4 mesi di reclusione Giuseppe Idotta, 55 anni, ex primario di chirurgia dell’ospedale Cutroni Zodda e capo dell’equipe medica che il 21 settembre del 2005 operò Miriam. Un anno invece è stata la condanna per l’anestesista Rossella Gentile, 44 anni. Per loro la pena è stata sospesa. La terza imputata, Nunziatina Petrelli, 41 anni, invece, è stata assolta con formula piena.
La giovane Miriam era stata sottoposta ad un semplice intervento di appendicectomia in laparoscopia, ma non si è più svegliata. La morte sarebbe dovuta alla negligenza dei medici. L’equipe avrebbe sottovalutato il deficit dei fattori di coagulazione del sangue e la scelta di sottoporre la piccola ad ulteriori accertamenti radiologici, dopo il primo intervento in laparoscopia, nel corso del quale era emerso un vasto ematoma. La paziente non era stata stabilizzata prima della seconda operazione con il metodo tradizionale, effettuata due ore dopo, quando il quadro clinico di Miriam era già compromesso.
Il primario è stato accusato di aver causato lo choc emorragico irreversibile legato ad una lesione accidentale dell’arteria ovarica destra durante una manovra preliminare all’intervento, sottovalutando i rischi connessi alla tumefazione.
02 / 03 / 2008
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