Bagheria (Pa): riapre la certosa
La certosa di Bageria, uno dei siti più belli e raffinati del patrimonio artistico e culturale della Sicilia, fino a poco tempo fa era diventato bivacco di animali e il regno della sporcizia. Adesso, la certosa, antico museo delle cere di Palazzo Butera e ancora prima un convento con statue, affreschi ed incisioni di inestimabile valore storico-artistico, riapre i battenti. Per più di sessant’anni ha vissuto nell’incuria e nell’indifferenza. Addirittura è stata considerata un’opera di intralcio alla viabilità ed è stata privata del bellissimo parco che la circondava al cui posto adesso svettano fredde case in cemento che hanno contribuito a mortificare il territorio. Finalmente dopo decenni sono iniziati i lavori di restauro e nei giorni scorsi, alla presenza del sindaco Biagio Sciortino, la certosa di Bagheria è stata aperta al pubblico in occasione della presentazione di due libri: “Repertorio delle Dimore Notabili e Notabili di Sicilia del XVIII secolo”, scritti dall’antropologa Rita Cedrini e dal principe Giovanni Tortorici Montalto, recentemente scomparso e rappresentato dal figlio Bernardo, assessore all’urbanistica, al centro storico e al paesaggio di Salemi.
Bagheria, considerata la capitale estiva di un tempo, era meta durante il ‘700 e l’800, di viaggiatori stranieri provenienti da tutto il mondo; poco, pochissimo è rimasto di tutte le sue bellezze e chissà se Ercole Michele Branciforti, principe di Butera quando realizzò nel 1797 la Certosa, avrebbe mai immaginato il forte degrado che sarebbe stato subito dalla sua “creatura”. Quasi nulla testimonia la magnificenza del tempo trascorso. “Dobbiamo insegnare ai giovani – ricorda la dottoressa Cedrini- che il patrimonio che ci è stato dato dal passato, è l’unica vera ricchezza che nessuno può portare via. Al dispiacere di vedere come certe realtà sono ridotte, si affianca però la speranza che i giovani vicini alla cultura potranno un domani viverla in maniera diversa di quanto hanno fatto i loro padri. Le poche tracce che rimangono, riscontrabili oggi nella Certosa, ci fanno capire che l’ignoranza è una grande bestia assai molesta.”
Chiara Ferraù
04 / 10 / 2008
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