Alcara Li Fusi (Me): maltempo e dissesto idrogeologico Il forte maltempo delle scorse settimane ha aggravato fronti di dissesto idrogeologico aperti da anni su cui non sono stati effettuati interventi determinanti. È quanto sta accadendo ad Alcara Li Fusi, piccolo centro montano situato sulle Rocce del Crasto. Il comune è interessato da un enorme movimento franoso che mette a rischio decine di case e anche la sicurezza di allevatori ed aziende agricole.
Per dare un senso della vastità della frana che minaccia Alcara li Fusi basta solo un dato. Per girare intorno all’intero fronte sono necessarie le jeep e soprattutto servono autisti esperti perché i sentieri del cuore dei Nebrodi sono praticamente impercorribili. Un percorso che si snoda anche tra i comuni di Longi e Cesarò circoscritto in oltre 100 chilometri.
Negli ultimi giorni, infatti, è tornato a farsi preoccupante lo smottamento verso valle di un’area di contrada "Papaleo".
La zona è una delle più colpite dal movimento franoso iniziato la mattina del 3 gennaio del 2003. Il fronte, molto consistente, finì con lo spostare il letto del fiume Rosmarino a ridosso di appezzamenti di terreno privati, tra cui quello di Salvatore Patroniti.
Il cedimento interessò all’epoca un fronte di circa 1000 ettari di terreno e che costrinse l’allora sindaco Nino Vasi a firmare l’emissione di una quarantina di ordinanze di sgombero.
Venne in pratica colpito il cuore del Parco dei Nebrodi sino al confine con il territorio di Cesarò. In particolare, a ridosso del fiume si crearono tre laghetti a causa dello scivolamento del terreno sul corso d’acqua che in questi cinque anni ha continuato ad erodere il costone.
I sopralluoghi della Protezione Civile regionale e nazionale ed alcuni interventi resi necessari per tamponare i rischi più gravi per i collegamenti viari, non hanno però risolto definitivamente il problema e l'azione di erosione è continuata incessantemente, causando ulteriori danni, al terreno e ai fabbricati che si trovano nel fondo agricolo.
Inutili sono risultati i reiterati inviti verbali e scritti indirizzati a tutti gli Enti e Uffici preposti alla vigilanza del Territorio, fatti da Patroniti per tentare di salvare il possibile.
“La mia unisca speranza- afferma il proprietario del fondo- è che chi di competenza intervenga urgentemente, al fine di scongiurare la completa scomparsa di un pezzo di territorio con all’interno fabbricati e colture agricole”
19 / 12 / 2008
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