Agrigento: la tratta di extracomunitari libici gestita dalla cognata di Falsone Era una donna a gestire la tratta di extracomunitari provenienti dalla Libria. La donna, Ganat Tewelde Barhe, 35 anni, è la cognata del capomafia latitante di Agrigento, Giuseppe Falsone. Era conocsiuta come “Madame Gennet”, di origine eritrea, ed è stata condannata dai giudici di Agrigento a quattro anni di carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La donna era stata rinchiusa in un carcere agrigentino dove aveva conosciuto Maria Rita Carmela Falsone, la sorella del latitante, anche lei coinvolta in indagini mafiose.
Fra le due donne è nata un’amicizia e quando nel 2006 Madame Gennet viene scarcerata grazie all'indulto, evita l'espulsione dall'Italia sposando Gioacchino Falsone, fratello del capomafia latitante. La coppia si trasferisce a Campobello di Licata e i rapporti tra la famiglia del capomafia e la donna diventano sempre più stretti sul versante degli affari. Da alcuni mesi la donna si è trasferita in Toscana, dove vive una folta comunità di agrigentini legati ai Falsone, ma anche di immigrati irregolari.
23 / 04 / 2009
Pagine correlate cronaca
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Agrigento: la tratta di extracomunitari libici gestita dalla cognata di Falsone '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecodisicilia scrivere all'indirizzo email chiara.ferrau@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema cronaca palermo
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|