Agrigento: il dramma di un imprenditore Ha denunciato il pizzo dieci nni fa e da allora i suoi figli non escono più la sera e lui non è tranquillo. Stiamo parlando di Ignazio Cutrò, un imprenditore di Bivona che decide di parlare. E lo fa in un'intervista apparsa questa mattina sul Giornale di Sicilia. Cutrò ha raccontato lle forze dell'ordine gli attentati che ha subito in quasi dieci anni, sporgendo denuncia contro ignoti. Non ha fatto mai nomi perchè non li conosce, ma è stato costretto a sopportare tanto nel corso degli anni. Dopo aver perso la tranquillità e tante persone che credeva "amiche" e che, invece, poi lo hanno emarginato dopo le sue denunce, ora vuole scuotere le istituzioni.
Nel 1999 Cutrò subì il primo attentato intimidatorio: fu incendi una pala meccanica della sua azienda. Da allora le sue abitudini e quelle della sua famiglia sono radicalmente cambiate. Ma gli episodi che lo hanno davvero messo in ginocchio si sono verificati a maggio e novembre del 2006 con degli incendi che hanno distrutto il materiale già acquistato che gli doveva servire per eseguire dei lavori che si era aggiudicato a seguito di una regolare gara d'appalto e poi gli sono stati distrutti due camion e una pala meccanica. Dopo questi attentati l'imprenditore non è riuscito più a svolgere alcun lavoro, ma ha continuato a lottare per lui e soprattutto per la sua famiglia. Cutrò adesso ringrazia i carabinieri della compagnia di Cammarata che gli sono stati vicino e la prefettura di Agrigento e, naturalmente anche Confindustria. "Non posso dire lo stesso - dichiara - sull'amministrazione comune di Bivona: nessun segno, mai un messaggio di solidarietà". E il sindaco, Giovanni Panepinto, di fronte alle dichiarazioni dell'imprenditore che ha definito assente il comune del proprio paese, risponde che nel marzo del 2007 (prima di essere eletto sindaco) aveva incontratò l'imprenditore per ascoltare la sua storia. "Mi documentai su questi fatti - ha dichiarato il primo cittadino di Bivona - e ho mantenuto la promessa di andare dal Prefetto per far presente la situazione".
Chiara Ferraù
04 / 09 / 2008
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