Acquedolci (Me): politica nel caos Sono passati quasi trenta giorni da quando 10 consiglieri comunali di Acquedolci, centro tirrenico in provincia di Messina, avevano votato all’unanimità la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, Ciro Gallo. Giorni di “vacatio” amministrativa senza che alcun provvedimento sia stato varato dall’assessorato regionale agli enti locali. E il paesino, attualmente senza un amministratore sulla carta, attende fiducioso di conoscere le proprie sorti. Il sindaco Ciro Gallo e i componenti della sua giunta dal giorno della sfiducia non sono più andati in comune. Il sindaco sfiduciato, intanto ha partecipato anche ad alcune iniziative ufficiali.
Adesso nuovi colpi di scena: al municipio è giunta una nota firmata da due funzionari dell’assessorato alle autonomie locali in cui si legge che la sfiducia, per essere valida, doveva essere votata da quattro quinti del consiglio: cioè 12 consiglieri. La sfiducia, invece, era stata firmata solo da 10 consiglieri e quindi la delibera sarebbe nulla secondo i funzionari regionali e gli organi ordinari: sindaco e consiglio, rimangono in carica, legittimati all’espletamento delle loro funzioni amministrative. Insomma, si è voluta dare prevalenza alla volontà popolare, fanno sapere dalla regione, visto
che la normativa in materia non è proprio chiara. La nota, però, turba i piani dei dieci consiglieri che hanno presentato e votato la sfiducia a Ciro Gallo e che puntavano su diverse pronunce da parte di Tar e Cga riguardo precedenti in
altri comuni. All’orizzonte si preannuncia una nuova battaglia legale.
Maria Chiara Ferraù
26 / 01 / 2010
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