Acireale (Ct): trovati bocconi avvelenati Dei bocconi avvelenati destinati probabilmente ai randagi, sono stati trovati ieri accanto ad un cassonetto per i rifiuti sulla statale per Acireale nel catanese, in viale della Fiera Franca a Capomulini. Da tempo erano state individuate altre esche della morte nella zona dell'acese e molte sono state le segnalazioni di cittadini che denunciavano casi di intolleranza. Sul posto anche la polizia municipale di Acireale. I bocconi avvelenati sono stati sequestrati e consegnati all'istituto zooprofilattico per le analisi. Continuano le indagini per risalire all'identità dell'autore delle polpette avvelenate.
“ I bocconi erano stati con cura sistemati di modo che potessero essere presi senza alcuna difficoltà e anche allineati con
inquietante geometria - ha dichiarato il Presidente della sezione provinciale dell’E.N.P.A., Cataldo Paradiso - “Fritti per renderli maggiormente gradevoli al gusto e piccoli per risultare facili nella presa”. Sul posto era già stata, in passato, individuata una colonia felina e da controlli adesso effettuati, il numero dei gatti si è assottigliato notevolmente, rendendo possibile, pur non avendo recuperato carcasse, pensare la fine che possano avere fatto. Mentre nell’intera zona sono stati segnalati 10 casi di avvelenamento accertati, nell’intero area etnea i casi salgono ad un centinaio di cui accertati 20. Forse i destinatari iniziali saranno anche i soli gatti ma alla fine questa strage in tutta l’isola coinvolge anche colombe, cani, passerotti, gazze e qualunque altra specie che malauguratamente si dovesse trovare sul posto. Negli scorsi giorni il personale E.N.P.A. si è trovato alle prese con bocconi sparsi lungo una nota e affollatissima via della città etnea, tra
le tante vittime animali, anche cani di proprietà e, di loro, uno soltanto è riuscito a farcela. Ma la zona vincitrice rimane quella di Pedara dove, gli animali vengono trovati morti a gruppi interi. “Andando indietro nei mesi - conclude Paradiso - “Una vera e propria mattanza avviene durante la stagione venatoria dove alla fine ne fanno le spese sia i cani dei
cacciatori, che i randagi e finanche gatti e vari altri ancora e a nulla sono valsi gli appelli di ridurre l’attività venatoria laddove fossero stati riscontarti in crescente numero, fatti di avvelenamenti”. Dalle colonie feline al randagismo, dalla caccia alle diatribe tra vicini, fatto è che questo assurdo fenomeno non accenna a moderare le statistiche ma si vede sempre in crescente aumento assumendo proporzioni allarmanti. Bocconi avvelenati agli angoli delle strade, tra l’erba dei parchi, giardini o campagne, vicino ai cassonetti dei rifiuti o lanciati all’interno delle proprietà private. La preoccupazione inoltre tocca nello specifico anche l’uomo in quanto nei giardini ci si sdraia o i bambini vi giocano e se il veleno fosse messo anche laddove ci dovessero essere colture, finirebbe anche nelle nostre tavole. Chi adopera questi mezzi per liberarsi degli animali ingombranti o del vicino tanto odiato, non pensa, agisce da folle e alla fine oltre agli animali innocenti ci cadranno anche gli umani. Forse solo allora si comincerà a dare il giusto valore ad un fenomeno che così come tanti altri dimostra solo che le vere bestie siamo solo noi".
20 / 08 / 2010
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