Acireale (Ct): bimbo sbranato dei cani, ascoltato il fratello Ivan Azzarelli, il fratello di Giuseppe, il bambino di sette anni sbranato e ucciso dai cani ad Acireale, dovrà comparire in procura. Sono stati i cani di proprietà del diciannovenne, infatti, a stroncare la vita al piccolo Giuseppe martedì scorso. Dopo la giornata di ieri trascorsa alla caccia dei cani, in serata Ivan ha confessato che i cani erano i suoi. Ivan, sempre ieri, intervistato dai giornalisti nei pressi dell’abitazione e del luogo della tragedia, a San Cosimo, aveva sottolineato fra le lacrime di aver detto al fratellino di non avvicinarsi ai cani perché era pericoloso.
I carabinieri avrebbero indirizzato i loro sospetti proprio su Ivan subito dopo la tragedia. Le indagini, fin dall'inizio, avevano privilegiato la pista che conduce ai combattimenti tra animali. La stessa Santocono, intervistata ieri dai giornalisti, aveva ammesso che "sono state rilevate tracce che riconducono a questo tipo di attività". Dal momento della tragedia fino a ieri mattina sono state inoltre interrogate decine di persone. In base a quanto si legge oggi sul quotidiano La Sicilia, poi, resta forte il sospetto che gli animali presenti nel giardino potessero essere di numero maggiore rispetto a quelli catturati.
Intanto, in paese si registra grande sconforto e se il sindaco di Acireale, Nino Garozzo, esponente del Pdl ha sottolineato che "se qualcuno conosceva quell'allevamento, doveva parlare", il parroco del quartiere, don Mario Arezzi ha detto che "tutti siamo responsabili della morte del piccolo Giuseppe ogni qualvolta guardiamo all'utile personale e non al bene comune".
23 / 07 / 2009
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