Acate (Rg): il questore nega l’autorizzazione per il palio Il Palio di Acate non è stato autorizzato dal questore perché diversi pregiudicati erano fra i partecipanti e perché sussistevano poche garanzie per il benessere degli animali e per l’incolumità pubblica. Giuseppe Oddo ha emanato così un decreto di diniego della tradizionale corsa di cavalli denominata “Palio di San Vincenzo” in programma dal 30 aprile al 3 maggio. Nel documento della Questura si fa riferimento alla presenza, tra i partecipanti, di diversi pregiudicati già implicati in reati legati al mondo delle corse di cavalli (scommesse clandestine, maltrattamento di animali, etc..).
Inoltre, si sottolinea come già nelle scorse edizioni, “nonostante le severe direttive della Commissione Provinciale di Vigilanza per i Locali di Pubblico Spettacolo, si erano verificati gravi ferimenti di animali ed altri episodi che mettevano a repentaglio l’incolumità delle persone”. Proprio le indagini sull’ultima edizione del Palio di San Vincenzo portate avanti dal Commissariato di Vittoria unitamente alla Squadra Mobile della Questura di Ragusa avevano rivelato non solo gravi violazioni nelle certificazioni sanitarie degli animali ma anche la presenza di numerosi fantini e proprietari di cavalli partecipanti alla corsa con precedenti penali o di Polizia, alcuni dei quali “di particolare allarme sociale”, nonché già segnalati nel corso degli anni per reati legati al mondo delle corse clandestine di cavalli.
“Al Questore di Ragusa, che con questo atto riafferma la legalità e la presenza dello Stato, esprimiamo tutta la nostra stima e gratitudine – dichiara il dott. Ciro Troiano, responsabile dell’OsservatorioNazionale Zoomafia della LAV - Le gare ippiche sui percorsi urbani oltre a tradursi in vera e propria sofferenza per i cavalli costretti a correre su strade asfaltate incompatibili con le loro esigenze etologiche, rappresentano anche ghiotte occasioni per le organizzazioni criminali. Infatti – continua Troiano - come confermato dalle indagini delle Forze dell’Ordine, storicamente queste manifestazioni, e in particolare le corse di cavalli organizzate durante le feste religiose, diventano occasioni di attività lucrativa per elementi malavitosi già dediti alle scommesse clandestine e la presenza di personaggi legati alle organizzazioni criminali è ritenuta una costante”.
Va, inoltre, ricordato come già, l’Assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, in accordo con il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, era intervenuto per chiedere maggiori garanzie per l’incolumità degli animali e delle persone. Infatti, la Regione Siciliana non ha recepito il D.P.C.M. del 8.02.2003 sul benessere animale (che impone la sabbiatura del percorso di gara), per cui non vi sarebbero le basi giuridiche e tecniche per consentire palii e altre manifestazioni in circuiti urbani, comunque suscettibili di ricadere nel divieto di gare e manifestazioni che comportino maltrattamento di animali ex legge 189/2004.
La LAV, anche alla luce di quanto successo, torna a chiedere urgentemente al Prefetto di Ragusa il blocco definitivo di questo tipo di manifestazioni così come già è stato fatto ad Agrigento, Palermo, Caltanissetta e Trapani, dove l’intervento dei Prefetti ha di fatto bandito qualsiasi corsa ippica sui propri territori di competenza.
02 / 05 / 2009
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