Acate (Ragusa): la Lav chiede l’annullamento del palio
Il palio di Acate deve essere annullato. È quanto chiede la Lav dopo le scoperte di alcune irregolarità, da parte di fantini, accertate dagli agenti della polizia. Fantini e proprietari di cavalli, con precedenti penali, sono stati ammessi a gareggiare nel palio di Acate. Avevano fornito certificazioni false. Questo è emerso dalle indagini condotte dal commissariato di Vittoria insieme alla squadra mobile della questura di Ragusa. Il palio si era svolto dal 4 al 18 maggio scorso. Dagli accertamenti condotti dai militari è emerso che numerosi fantini e proprietari di cavalli che hanno partecipato alla gara, hanno precedenti penali, alcuni dei quali “di particolare allarme sociale”, nonché segnalati nel corso degli anni per reati legati al mondo delle corse clandestine di cavalli. A questo si aggiunge anche lo stato delle certificazioni sanitarie degli stessi cavalli; in particolare per uno di questi non erano state effettuate le dovute indagini sierologiche, fra cui il test di “Coggin” per l’anemia infettiva.
“Esprimiamo stima e gratitudine agli agenti del Commissariato di Vittoria ed alla Squadra Mobile della Questura di Ragusa per l’impegno profuso nelle indagini sul palio – dichiara il dott. Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV - Le gare ippiche sui percorsi urbani oltre a tradursi in vera e propria sofferenza per i cavalli costretti a correre su strade asfaltate incompatibili con le loro esigenze etologiche, rappresentano anche ghiotte occasioni per le organizzazioni criminali. Infatti – continua Troiano - come confermato dalle indagini delle Forze dell’Ordine, storicamente queste manifestazioni, e in particolare le corse di cavalli organizzate durante le feste religiose, diventano occasioni di sicura attività lucrativa per elementi malavitosi già dediti alle scommesse clandestine e la presenza di personaggi legati alle organizzazioni criminali è ritenuta una costante”.
Secondo la Lav, dunque, sarebbe necessario bloccare in maniera definitiva questo tipo di manifestazioni anche nel ragusano, come precedentemente era stato fatto ad Agrigento, Palermo, Caltanissetta e Trapani dove sono state bandite le corse ippiche. La lega antivivisezione ricorda anche che la Regione Siciliana non ha recepito il D.P.C.M. del 8.02.2003 sul benessere animale (che impone la sabbiatura del percorso di gara), per cui non vi sarebbero le basi giuridiche e tecniche per consentire palii e altre manifestazioni in circuiti urbani, comunque suscettibili di ricadere nel divieto di gare e manifestazioni che comportino maltrattamento di animali ex legge 189/2004.
Per questi motivi l’associazione ha chiesto un incontro urgente con il prefetto, il vescovo e il presidente della provincia di Ragusa. All’incontro parteciperà anche una delegazione che rappresenterà le 41 associazioni che poco meno di due mesi fa, insieme alla LAV, aveva sottoscritto un appello per fermare il palio di Acate per sempre.
12 / 07 / 2008
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