Sicilia: tragedia aerea, muore l’archeologo Sebastiano Tusa

Una morte tragica quella dell’archeologo e assessore regionale Sebastiano Tusa perito in una tragedia aerea. Tusa è rimasto vittima di un disastro aereo del volo, con altri 157 passeggeri a bordo, che era diretto in Kenya per un progetto dell’Unesco.

“Una stretta di mano ed un arrivederci al 15 di aprile sono le ultime cose con le quali ci eravamo lasciati con Sebastiano Tusa, nell’incontro del 27 febbraio, in occasione dell’inaugurazione del laboratorio scientifico del museo civico di storia naturale di Comiso”.

Così il sindaco del centro del ragusano all’apprendere la notizia. “Tusa aveva avuto parole di grande elogio per la realtà di Comiso tanto da promettere di tornare nella nostra città per un’intera giornata e mettersi a disposizione per ascoltare le esigenze relative al patrimonio architettonico che ha bisogno di grandissime cure. La sua predisposizione alla bellezza e all’arta erano i suoi più grandi meriti. La Sicilia tutta perde un grandissimo studioso ed un eccezionale assessorei ai beni culturali”

“Una notizia drammatica. In pochi mesi abbiamo imparato ad apprezzare la capacità dell’assessore Tusa di imprimere un taglio di straordinaria professionalità  alla gestione dei beni culturali della Sicilia. Un’opera in continuità con il suo infaticabile lavoro di studio e di ricerca. Per tutti noi una perdita grave.” Così il presidente della commissione parlamentare antimafia regionale, Claudio Fava.

“A nome mio personale e della Lega per Salvini premier esprimo alla famiglia il più profondo cordoglio per la scomparsa di Sebastiano Tusa. Un professionista ed uomo di cultura di spessore internazionale che aveva scelto di dedicare alla Sicilia la propria passione e le proprie competenze”. Lo ha dichiarato Tony Rizzotto, deputato della lega all’assemblea regionale siciliana.

 “Una notizia tragica che lascia senza parole. La Sicilia e l’Italia intera perdono un uomo di grandissimo spessore culturale che aveva messo a servizio della collettività la sua competenza e professionalità. Un professionista ed accademico che, nonostante la fama mondiale nel suo settore, ha mantenuto forti le radici e il legame con la Sicilia, al cui patrimonio ha dedicato la propria vita”. A dirlo è il presidente del gruppo misto all’Ars, Danilo Lo Giudice.

Ad esprimere cordoglio per la morte di Tusa anche il presidente della fondazione Inda di Siracusa, Francesco Italia insieme al delegato Mariarita Sgarlata, al sovrintendente Antonio Calbi e a tutti i componenti del consiglio di amministrazione, i lavoratori e gli artisti.

“Il mondo della cultura e dei beni culturali perdono un intellettuale di passione e grande lealtà – sono le parole di Francesco Italia, presidente della Fondazione Inda -. Sebastiano Tusa ha fornito un contributo enorme all’archeologia con gli scavi e le scoperte in tutto il mondo dando lustro alla Sicilia, terra che amava profondamente; con la sua morte perdiamo un ponte prezioso tra il mondo della cultura e la politica. Esprimo il mio personale cordoglio e quello di tutta la Fondazione per i familiari di Sebastiano Tusa”.

“Con Sebastiano Tusa abbiamo condiviso lungo la nostra vita la professione di archeologo e non è certo facile parlarne in questo momento – così accompagna le sue parole Mariarita Sgarlata, consigliere delegato della Fondazione Inda – a lui si deve l’istituzione della Soprintendenza del Mare in Sicilia, una struttura unica che esiste soltanto in Grecia e che ha garantito ricerca, tutela, vigilanza, valorizzazione e fruizione dell’immenso patrimonio dei mari siciliani. La Fondazione Inda si unisce alla profonda emozione per la sua tragica scomparsa. In questi mesi proprio l’assessore  Tusa e il presidente Musumeci erano stati i riferimenti preziosi e sensibili di una nuova fase nei rapporti tra la Regione Siciliana e l’Inda improntata ad una visione sinergica, al confronto e alla costante collaborazione istituzionale”.

Ho conosciuto l’assessore Sebastiano Tusa nei primi giorni del mio insediamento, lo scorso novembre, a Siracusa dopo la presentazione di un libro sui beni culturali della Regione – è il ricordo di Antonio Calbi, sovrintendente della Fondazione Inda -. La sera a cena, avemmo modo di conoscerci un po’ di più e gli illustrai le opere di Umberto Passeretti, pittore dedicato completamente all’archeologia, autore dell’immagine della stagione 2019 del Teatro Greco, e Tusa espresse il proprio entusiasmo. Non solo, si rese subito complice all’idea di arricchire il concerto di Ludovico Einaudi al Teatro Greco con immagini subacquee di ritrovamenti archeologici siciliani. Con la sua improvvisa e dolorosa scomparsa perdiamo un punto di riferimento speciale, un uomo di cultura e appassionato archeologo, prestato momentaneamente alla politica, e che avrebbe certamente supportato la Fondazione Inda nei suoi progetti di sviluppo territoriali e internazionali”.

“La scomparsa di Tusa è una grave perdita anche per il mondo dell’architettura siciliana perché aveva a cuore la qualità del patrimonio paesaggistico dell’isola. Era un riconosciuto paladino dei beni culturali – dice la consulta degli ordini degli architetti della Sicilia – non a caso fra le priorità del suo assessorato c’era quella di adeguare il sistema museale regionale agli standard europei.

Desideriamo che l’eredità intellettuale che ci lascia l’assessore possa essere una grande spinta per la promozione della buona architettura nella nostra terra, anche attraverso un disegno di legge di semplificazione delle procedure autorizzative in tema di paesaggio a cui stava lavorando insieme alla categoria”.

Vogliamo inoltre sottolineare – aggiungono gli Architetti – che Tusa aveva avviato un progetto per mettere a sistema i Parchi Archeologici, da ampliare oltre ai cinque già esistenti. Ricordiamo il suo grande impegno per la valorizzazione di numerose aree, tra cui l’isola di Mozia, e per il riavvio dopo tanti anni di una nuova campagna di scavi archeologici, inclusi i loro restauri, in ben otto province siciliane”.

La consulta degli Architetti conclude con un pensiero di cordoglio rivolto agli altri sette italiani e a tutte le vittime che si trovavano nell’aereo precipitato in Etiopia, presenti su quel volo per portare avanti progetti di sviluppo per l’Africa.

Sebastiano Tusa, già soprintendente del mare, da un anno era assessore regionale ai beni culturali. “Al di là della carica politica – dice Alfonso Lo Cascio – per noi è rimasto il soprintendente del mare, struttura da lui creata dopo aver dato via al GIAS e successivamente allo SCRAS.

A Sebastiano ci legano bellissimi ricordi, un lungo impegno quasi ad inseguire, tra mille difficoltà, il sogno di una Sicilia diversa e bellissima. Per lui che aveva il cuore rivolto al passato ma la mente proiettata al futuro, il lavoro era una forma di impegno civile, totale e totalizzante a cui si dedicava interamente senza mai fermarsi o abbattersi. Con un entusiasmo che non cessava mai di colpirti e di coinvolgerti.

Sebastiano Tusa ci lascia il 10 marzo – prosegue Lo Cascio – il giorno che la storia ricorda come la data della celebre battaglia delle Egadi che tra tutte le scoperte della su alunga carriera era quella di cui andava più fiero: avere ricostruito con precisione lo svolgersi della giornata e il luogo preciso dove avvenne lo scontro, fino ad allora ancora incenrto.

Molti lo hanno conosciuto come archeologo preistorico, settore a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Indimenticabile il suo libro “La Sicilia nella preistoria” scritto quando aveva appena trent’anni. Alla luce delle sue ricerche, i suoi studi in vari siti dell’isola, la sua visione innovativa dell’evoluzione delle prime comunità di cacciatori e raccoglitori che popolavano la Sicilia, si può affermare che con lui scompare anche l’ultimo grande maestro della preistoria siciliana.

Per noi è imprescindibile ricordare il suo tratto umano, il suo sorriso, la sua leggiadra ironia. In lui non trovavi mai un ostacolo alle proposte, spesso anche innovative, ma anzi stimoli ed incoraggiamenti ad andare avanti, consigli su come procedere. Generoso e di grande umiltà era disponibile con chiunque, senza guardare cariche o titoli di studio, pronto all’ascolto, al dialogo con tutti, a raccogliere e fare proprie idee e progetti e a riconoscere e valorizzare il lavoro altrui.

Con lui scompare uno studioso di fama internazionale che dava prestigio alla Sicila e rappresentava l’anima più bella della nostra terra, che sapeva mettere al centro il recupero della memoria storica e l’orgoglio delle sue radici pur sentendosi contemporaneamente e con lucidità cittadino del mondo. Da oggi la Sicilia perde una dei suoi uomini migliori di cui si sentirà la mancanza man mano che passeranno i giorni e gli anni.

Per noi è stato un grande onore conoscerlo, averlo vicino, lavorare fianco a fianco. Con lui se ne va anche una parte di noi. A tanti mancherà lo studioso prestigioso, il ricercatore instancabile, il funzionario brillante, a noi mancherà il carissimo amico, il fratello maggiore con cui abbiamo condiviso anni di passione e di lavoro avendo insieme nel cuore una speranza in una Sicilia più bella e più giusta.

L’auspicio  – conclude Lo Cascio – è che si possa far tesoro della sua eccezionale conoscenza, del suo stile, della sua competenza, del suo entusiamo, della sua umiltà: un modello da seguire ed imitare. Solo in questa maniera può trovare senso una tragedia incomprensibile e una scomparsa inaccettabile”.

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